Gaza, escalation senza precedenti: Israele intensifica l'offensiva, centinaia di vittime civili
- piscitellidaniel
- 26 mag
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Offensiva israeliana su Gaza: un'operazione senza precedenti
Il 26 maggio 2025, l'esercito israeliano ha lanciato un'offensiva su vasta scala nella Striscia di Gaza, definita dalle autorità militari come "senza precedenti". L'operazione ha colpito in particolare la città di Rafah, nel sud dell'enclave palestinese, dove si erano rifugiati oltre un milione di civili in fuga dai combattimenti precedenti. Secondo fonti locali, i bombardamenti hanno causato la morte di almeno 45 persone, tra cui donne e bambini, e il ferimento di decine di altri.
Devastazione e crisi umanitaria
L'offensiva ha aggravato ulteriormente la già drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Secondo un'analisi del Centro Satellitare delle Nazioni Unite (UNOSAT), il 66% degli edifici presenti nella Striscia è stato danneggiato o distrutto, con oltre 42 milioni di tonnellate di macerie accumulate. Le zone più colpite sono Gaza City e Khan Younis, con rispettivamente 46.370 e 42.175 edifici danneggiati. La rimozione delle macerie richiederà almeno 14 anni e un investimento superiore a un miliardo di dollari. Nel frattempo, la popolazione è costretta a vivere tra le rovine, con gravi conseguenze per la salute pubblica, tra cui un aumento dei casi di infezioni respiratorie e diarrea acuta.
Accuse di crimini di guerra e genocidio
Le azioni dell'esercito israeliano hanno suscitato forti critiche da parte della comunità internazionale. Organizzazioni per i diritti umani, come Human Rights Watch e Amnesty International, hanno accusato Israele di aver commesso crimini di guerra, tra cui l'uso di fosforo bianco in aree densamente popolate e attacchi indiscriminati contro civili. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute ha denunciato la distruzione sistematica delle infrastrutture sanitarie, definendo la situazione a Gaza come un "collasso totale" del sistema sanitario. Inoltre, numerosi esperti legali e medici hanno qualificato le azioni israeliane come genocidio, evidenziando l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.
Reazioni internazionali e richieste di cessate il fuoco
La comunità internazionale ha espresso profonda preoccupazione per l'escalation del conflitto. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha definito "imperdonabile" il mancato rispetto della Risoluzione 2728 del Consiglio di Sicurezza, che chiedeva un cessate il fuoco immediato. Organizzazioni umanitarie, come Medici Senza Frontiere e Save the Children, hanno sollecitato l'adozione di misure concrete per proteggere i civili e garantire l'accesso agli aiuti umanitari. Tuttavia, gli sforzi diplomatici per porre fine alle ostilità non hanno finora prodotto risultati tangibili.
Situazione sul campo e prospettive future
Sul terreno, la situazione rimane estremamente volatile. Le forze israeliane continuano a condurre operazioni militari in diverse aree della Striscia di Gaza, mentre i gruppi armati palestinesi rispondono con lanci di razzi verso il territorio israeliano. La popolazione civile, intrappolata tra i due fronti, continua a subire le conseguenze del conflitto, con un numero crescente di vittime e sfollati. Le prospettive per una soluzione pacifica appaiono al momento remote, in assenza di un impegno concreto da parte delle parti coinvolte e della comunità internazionale per avviare negoziati credibili e duraturi.

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