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Gatwick punta sulla seconda pista e prepara la crescita a 80 milioni di passeggeri

L’aeroporto di Gatwick, il secondo scalo del Regno Unito per traffico passeggeri, ha avviato ufficialmente il percorso che lo porterà a dotarsi di una seconda pista, un progetto che segna una svolta epocale per l’infrastruttura e per l’intero sistema aeroportuale britannico. L’obiettivo dichiarato è di trasformare lo scalo situato a sud di Londra in un hub capace di gestire fino a 80 milioni di passeggeri all’anno, consolidando la sua posizione tra i più importanti snodi del traffico aereo europeo.


La decisione arriva in un momento in cui il settore dell’aviazione si trova ad affrontare sfide complesse: dalla necessità di ridurre le emissioni di CO₂ e l’impatto ambientale, al crescente afflusso di passeggeri che tornano a viaggiare con numeri in crescita dopo la pandemia. Gatwick, che nel 2019 aveva raggiunto i 46 milioni di passeggeri, ha visto un netto calo durante le restrizioni sanitarie, ma negli ultimi due anni ha registrato un recupero costante, con proiezioni che confermano una crescita sostenuta nel prossimo decennio.


Il progetto della seconda pista è stato approvato dalle autorità britanniche dopo anni di dibattiti e valutazioni di impatto ambientale. La nuova infrastruttura non sarà costruita ex novo, ma si partirà dall’attuale pista di rullaggio, che verrà trasformata e adattata per diventare pienamente operativa come pista parallela. Ciò consentirà a Gatwick di raddoppiare la propria capacità di decolli e atterraggi, riducendo i tempi di attesa e migliorando la gestione del traffico aereo.


Dal punto di vista economico, l’investimento è valutato in diversi miliardi di sterline e prevede un coinvolgimento significativo di capitali privati e pubblici. Le autorità aeroportuali hanno sottolineato come l’espansione genererà migliaia di nuovi posti di lavoro, sia durante la fase di costruzione sia una volta che la seconda pista sarà operativa. Le ricadute economiche interesseranno non solo l’area circostante, ma l’intero Paese, con un incremento stimato del contributo di Gatwick al PIL nazionale.


Le ambizioni del progetto vanno oltre l’aspetto puramente infrastrutturale. L’obiettivo è quello di rendere lo scalo un modello di sostenibilità, con investimenti paralleli nella riduzione delle emissioni, nell’efficienza energetica e nella gestione dei rifiuti. Gatwick intende dotarsi di tecnologie avanzate per ridurre l’impatto acustico sui territori limitrofi e per garantire un utilizzo sempre più ampio di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF). È previsto anche un potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali per ridurre la dipendenza dall’auto privata e migliorare l’accessibilità allo scalo.


Il dibattito sulla seconda pista è stato lungo e spesso controverso. Da un lato, sostenitori e operatori economici hanno evidenziato la necessità di aumentare la capacità aeroportuale per mantenere competitivo il Regno Unito nello scenario globale, soprattutto considerando la concorrenza degli altri grandi hub europei come Parigi, Francoforte e Amsterdam. Dall’altro, associazioni ambientaliste e comunità locali hanno espresso preoccupazioni per l’aumento del traffico aereo, dell’inquinamento atmosferico e acustico e per l’impatto sugli ecosistemi circostanti.


Le autorità hanno risposto con un piano di mitigazione che prevede limiti alle emissioni, monitoraggio costante della qualità dell’aria e investimenti in tecnologie per il controllo del rumore. Inoltre, è stato istituito un fondo dedicato a progetti di compensazione ambientale e sociale, destinato a sostenere le comunità più esposte agli effetti dell’espansione.


Con la seconda pista, Gatwick punta a raggiungere una capacità complessiva di 80 milioni di passeggeri entro il 2038, quasi raddoppiando i volumi pre-pandemia. Ciò significa attrarre nuove rotte intercontinentali, ampliare i collegamenti con destinazioni emergenti e rafforzare il ruolo dello scalo come alternativa a Heathrow, da tempo saturo e al centro di discussioni per la costruzione di una terza pista che ancora non ha trovato attuazione.


La strategia di Gatwick prevede inoltre una maggiore integrazione con le compagnie low cost, che hanno già fatto dello scalo londinese una delle loro basi principali. La crescita dei vettori a basso costo ha contribuito in maniera significativa all’aumento del traffico e continuerà a essere una leva importante, accanto allo sviluppo delle rotte a lungo raggio che garantiscono margini più elevati e attrattiva internazionale.


L’espansione si inserisce in un contesto globale in cui la domanda di trasporto aereo è destinata a crescere, soprattutto nei mercati emergenti e nelle rotte intercontinentali. Per il Regno Unito, investire in nuove infrastrutture significa garantire la propria competitività in un settore che genera occupazione, investimenti e relazioni economiche strategiche. Gatwick, con la sua seconda pista, si prepara a giocare un ruolo da protagonista in questo scenario, puntando a diventare uno dei principali hub europei del futuro.

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