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Gabriela Nguyen e il movimento “Appstinence”: la rivoluzione digitale parte da Harvard

In un’epoca dominata dalla connessione costante e dall’onnipresenza dei social media, Gabriela Nguyen, studentessa della Harvard Graduate School of Education, ha deciso di intraprendere un percorso controcorrente. Dopo aver sperimentato personalmente gli effetti negativi di un uso eccessivo dei social, Nguyen ha fondato “Appstinence”, un movimento che promuove la disconnessione consapevole e la riscoperta delle relazioni autentiche.


Dalla dipendenza alla consapevolezza

Cresciuta nella Silicon Valley, Nguyen è stata esposta fin da giovane alla tecnologia e ai social media. A 15 anni, ha iniziato a percepire come l’uso intensivo di piattaforme come Instagram influenzasse negativamente la sua capacità di concentrazione, le relazioni interpersonali e il benessere generale. Nonostante vari tentativi di autoregolazione, come la limitazione del tempo di utilizzo e la modifica delle impostazioni delle app, Nguyen ha constatato che tali strategie non erano sufficienti a contrastare la dipendenza.


La nascita di “Appstinence”

Determinata a trovare una soluzione più efficace, Nguyen ha ideato il metodo delle “5D”: Decrease (ridurre), Deactivate (disattivare), Delete (eliminare), Downgrade (passare a un dispositivo meno avanzato) e Depart (abbandonare). Questo approccio graduale mira a liberare gli individui dalla dipendenza digitale, favorendo un ritorno a una vita più equilibrata e autentica. Il metodo è stato formalizzato attraverso la creazione di “Appstinence”, un’organizzazione studentesca che offre supporto e coaching a chi desidera intraprendere questo percorso.


Un movimento in crescita

“Appstinence” ha rapidamente attirato l’attenzione di studenti, genitori, educatori e professionisti, interessati a esplorare alternative all’uso compulsivo dei social media. Il movimento ha suscitato l’interesse di figure di spicco come il professor Jonathan Haidt e Arianna Huffington, che hanno riconosciuto l’importanza di affrontare la dipendenza digitale. Nguyen e il suo team hanno avviato collaborazioni con altre università e istituzioni per diffondere il metodo delle “5D” e promuovere una cultura della consapevolezza digitale.


Impatto e testimonianze

Numerosi partecipanti al programma “Appstinence” hanno riportato miglioramenti significativi nella qualità della vita, tra cui una maggiore capacità di concentrazione, relazioni più profonde e una sensazione generale di benessere. Nguyen sottolinea che il processo non è privo di difficoltà, ma i benefici a lungo termine superano le sfide iniziali. Il movimento continua a crescere, offrendo risorse e supporto a chiunque desideri intraprendere un percorso di disconnessione consapevole.


Verso un futuro digitale più sano

Con “Appstinence”, Gabriela Nguyen ha avviato una conversazione fondamentale sulla necessità di riconsiderare il nostro rapporto con la tecnologia. In un mondo sempre più interconnesso, il movimento rappresenta un invito a riscoprire il valore delle interazioni umane autentiche e a costruire un equilibrio tra vita digitale e reale.

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