Fiere strategiche per il Paese, il golden power come strumento di tutela
- piscitellidaniel
- 3 giorni fa
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Le fiere strategiche tornano al centro del dibattito economico e istituzionale, con l’ipotesi di ricorrere al golden power per garantirne la tutela in quanto asset rilevanti per l’interesse nazionale. Il tema riguarda il ruolo delle grandi manifestazioni fieristiche come piattaforme di promozione industriale, attrazione di investimenti e proiezione internazionale del sistema produttivo italiano, in un contesto in cui crescono le operazioni societarie e l’interesse di investitori esteri.
Il settore fieristico rappresenta una componente essenziale dell’economia italiana. Le principali rassegne, distribuite tra Milano, Bologna, Verona, Rimini e altre città, costituiscono punti di incontro per imprese, buyer e istituzioni, favorendo scambi commerciali e accordi industriali. Le fiere di settore, dall’agroalimentare alla meccanica, dalla moda all’arredo, svolgono una funzione di vetrina internazionale che contribuisce alla competitività del Made in Italy.
Negli ultimi anni il comparto ha attraversato una fase complessa, segnata prima dalla pandemia e poi da una progressiva ripresa, accompagnata da processi di consolidamento societario. La crescita di operatori internazionali e l’interesse di fondi di investimento hanno alimentato riflessioni sulla necessità di proteggere le manifestazioni considerate strategiche per l’economia nazionale. In questo scenario si inserisce il richiamo al golden power, lo strumento che consente al governo di intervenire in operazioni societarie che coinvolgono asset ritenuti di interesse pubblico.
Il golden power è stato finora applicato in settori come energia, telecomunicazioni, difesa e infrastrutture critiche, ma il dibattito attuale valuta la possibilità di estenderne l’attenzione anche al comparto fieristico. L’argomento si fonda sull’idea che le fiere non siano soltanto eventi commerciali, ma infrastrutture immateriali capaci di generare valore economico e occupazionale su scala nazionale. La loro eventuale acquisizione o controllo da parte di soggetti esteri potrebbe incidere sulla governance e sulle scelte strategiche.
Le fiere strategiche rappresentano un punto di raccordo tra imprese e mercati esteri, favorendo l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Attraverso queste piattaforme si sviluppano relazioni commerciali che alimentano l’export e rafforzano la presenza italiana in settori chiave. La tutela di tali manifestazioni assume dunque una dimensione che va oltre l’aspetto societario, coinvolgendo la politica industriale e la promozione del sistema Paese.
Il confronto si sviluppa tra esigenze di apertura ai capitali e salvaguardia dell’interesse nazionale. Da un lato, l’ingresso di investitori internazionali può portare risorse finanziarie e competenze manageriali; dall’altro, la governance delle fiere incide su scelte organizzative e di posizionamento che hanno ricadute sull’intero tessuto produttivo. L’utilizzo del golden power rappresenterebbe uno strumento di garanzia, capace di intervenire in caso di operazioni ritenute potenzialmente critiche.
Il settore fieristico si conferma dunque un ambito strategico per l’economia italiana, con una funzione che intreccia promozione commerciale, innovazione e attrazione di investimenti. La discussione sull’eventuale ricorso al golden power evidenzia la consapevolezza crescente del valore sistemico di queste manifestazioni, considerate non solo eventi temporanei ma leve strutturali per la competitività e la proiezione internazionale del Paese.

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