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Eurozona: disinflazione, tassi e rischio di crescita zero

La fase di disinflazione in eurozona procede ma resta disomogenea: servizi ancora rigidi, beni in raffreddamento, salari reali in lenta risalita. per l’italia il nodo è duplice: costo del denaro elevato che frena credito e investimenti; domanda estera debole che riduce gli ordini manifatturieri. la politica monetaria rimarrà prudente finché le aspettative d’inflazione non torneranno stabilmente ancorate, ma un taglio troppo tardivo rischia di cristallizzare la “crescita zero”. serve una manovra d’offerta: semplificazioni regolatorie, incentivi all’innovazione, accelerazione degli investimenti pnrr e filiere energia-digitale. la resilienza dei conti pubblici dipende dal mix: più produttività privata, meno spesa improduttiva. senza un impulso agli investimenti, la disinflazione diventa stagnazione.

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