top of page

Europa in bilico: la Banca Centrale tra inflazione e rischio recessione

L’Eurozona affronta uno dei momenti più complessi dell’ultimo decennio. Dopo un biennio di politiche monetarie restrittive, la Banca Centrale Europea si trova ora a dover bilanciare due esigenze contrapposte: la necessità di consolidare la discesa dell’inflazione e quella di evitare un rallentamento economico troppo brusco. L’inflazione complessiva è scesa al 2,3% nell’area euro, ma il dato “core”, al netto di energia e alimentari, resta vicino al 3%, segnale che le pressioni sui prezzi non si sono ancora del tutto esaurite.

Gli analisti osservano che l’aumento dei tassi d’interesse, avviato nel 2022, ha prodotto un effetto significativo sul credito: le imprese hanno ridotto gli investimenti e le famiglie hanno rallentato la domanda di mutui. Paesi come Germania e Francia mostrano segnali di stagnazione, mentre Spagna e Portogallo mantengono ritmi di crescita più sostenuti grazie al turismo e alla domanda interna. L’Italia si colloca in una posizione intermedia, sostenuta dall’export e da una discreta tenuta del mercato del lavoro.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha ribadito che eventuali tagli dei tassi saranno “graduali e condizionati ai dati”. Tuttavia, il dibattito interno al Consiglio direttivo è acceso: i Paesi del Nord temono un ritorno prematuro a politiche accomodanti, mentre quelli del Sud chiedono un allentamento per stimolare la crescita. L’incertezza politica in Francia e la debolezza industriale tedesca amplificano la prudenza della BCE, che punta a una normalizzazione progressiva entro la metà del 2026.

Sul fronte dei mercati, l’euro ha mostrato una moderata volatilità, oscillando tra 1,07 e 1,10 dollari. Gli investitori attendono segnali chiari sulla direzione futura della politica monetaria. Un taglio dei tassi troppo anticipato potrebbe indebolire la valuta e aumentare la pressione sui rendimenti obbligazionari. Viceversa, un eccesso di rigidità potrebbe spingere l’economia in recessione, con effetti sociali rilevanti. In questo quadro, la Commissione Europea prepara un piano di sostegno agli investimenti verdi e digitali per mantenere competitiva l’economia europea.

L’Eurozona, dopo vent’anni di vita monetaria comune, si trova nuovamente di fronte a un bivio storico: scegliere se privilegiare la stabilità dei prezzi o rilanciare la crescita. Le decisioni dei prossimi mesi determineranno non solo la traiettoria economica, ma anche la coesione politica del progetto europeo.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page