Europa e competitività globale: il rischio di marginalizzazione
- Giuseppe Politi

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min
L’Europa si trova a un bivio strategico. La sua posizione nell’economia globale appare sempre più fragile, schiacciata tra la dinamicità statunitense e l’ascesa delle economie asiatiche. Il rischio non è un declino improvviso, ma una lenta perdita di rilevanza.
La crescita economica europea rimane modesta, penalizzata da rigidità strutturali e da un quadro regolatorio complesso. L’eccesso di frammentazione dei mercati limita la capacità di creare campioni industriali in grado di competere su scala globale. Questo deficit di scala incide su investimenti, innovazione e produttività.
La politica industriale europea fatica a trovare una sintesi tra interessi nazionali e visione comune. Senza un coordinamento efficace, il rischio è una dispersione delle risorse e una perdita di competitività complessiva. Il mercato dei capitali resta incompleto, ostacolando il finanziamento delle imprese innovative.
L’Europa dispone di competenze, capitale umano e know-how tecnologico. Ciò che manca è una strategia coerente di lungo periodo. Senza un cambio di passo, il continente rischia di diventare un grande mercato regolato, ma poco incisivo nella creazione di valore globale.




Commenti