Eurobarometro, sorpresa Italia: gli italiani più europeisti della media Ue tra fiducia nelle istituzioni e ricerca di stabilità
- piscitellidaniel
- 4 feb
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I dati dell’ultimo Eurobarometro restituiscono un’immagine dell’Italia diversa da quella che ha dominato il dibattito pubblico negli ultimi anni, mostrando un livello di europeismo superiore alla media dell’Unione. La rilevazione segnala un aumento della fiducia nei confronti dell’Unione europea e delle sue istituzioni, in controtendenza rispetto alla narrazione di un Paese strutturalmente euroscettico e distante dai processi di integrazione. Gli italiani dichiarano in misura crescente di percepire l’appartenenza all’Ue come un fattore positivo, capace di offrire garanzie di stabilità economica, politica e sociale in una fase storica segnata da incertezze globali. Il dato assume un valore particolare perché matura in un contesto di tensioni geopolitiche, rallentamento economico e trasformazioni profonde del mercato del lavoro, elementi che sembrano rafforzare la percezione dell’Unione come cornice di protezione più che come vincolo esterno.
L’atteggiamento più favorevole verso l’Europa appare legato soprattutto a una valutazione pragmatica dei benefici concreti derivanti dall’appartenenza all’Ue. Secondo l’Eurobarometro, cresce tra gli italiani la consapevolezza del ruolo svolto dalle politiche europee nel sostenere investimenti, occupazione e transizione energetica, così come nella gestione delle grandi crisi degli ultimi anni. La dimensione economica resta centrale, ma si accompagna a una maggiore attenzione verso temi come la sicurezza, la cooperazione internazionale e la capacità dell’Unione di agire come attore geopolitico. In questo quadro, l’europeismo italiano sembra meno ideologico e più funzionale, fondato sull’idea che l’integrazione rappresenti uno strumento per affrontare sfide che nessuno Stato può gestire in modo isolato. Il confronto con altri Paesi membri mostra come questa impostazione sia ormai diffusa, ma in Italia assume un peso specifico maggiore, anche alla luce della vulnerabilità strutturale dell’economia nazionale.
Il rafforzamento del sentimento europeista si accompagna tuttavia a un giudizio articolato e non privo di criticità. Gli italiani continuano a esprimere aspettative elevate nei confronti dell’Unione, chiedendo politiche più incisive su crescita, lavoro e riduzione delle disuguaglianze. L’Eurobarometro evidenzia come il sostegno all’Ue non coincida con un’adesione acritica, ma con una richiesta di maggiore efficacia e di una governance percepita come più vicina ai cittadini. La fiducia nelle istituzioni europee cresce in parallelo alla domanda di riforme, segnalando un europeismo che non rinuncia alla dimensione critica. Questo atteggiamento riflette una maturazione del rapporto tra cittadini e Unione, nella quale l’appartenenza non viene messa in discussione, ma viene accompagnata da un’esigenza di risultati tangibili e di una distribuzione più equa dei benefici dell’integrazione.
Il dato italiano assume rilievo anche sul piano politico, perché contribuisce a ridefinire il contesto nel quale si colloca il dibattito nazionale sull’Europa. Un’opinione pubblica più europeista della media Ue riduce lo spazio per narrazioni apertamente antagoniste e rafforza l’idea che il confronto si sposti sulle modalità di partecipazione e di influenza dell’Italia nei processi decisionali europei. L’Eurobarometro fotografa quindi un Paese che guarda all’Unione non come a un problema da contenere, ma come a un livello essenziale di governo delle trasformazioni in corso. In una fase segnata da instabilità internazionale e da cambiamenti strutturali, l’europeismo degli italiani appare sempre più legato alla ricerca di certezze e di prospettive di lungo periodo, collocando l’Italia in una posizione meno marginale e più allineata al nucleo delle aspettative europee.

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