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Eni e Petronas firmano un accordo vincolante per una newco in Indonesia e Malesia: nasce un polo strategico per l’upstream nel Sud-Est asiatico

Eni e Petronas hanno siglato un accordo vincolante per la creazione di una nuova società congiunta che unirà una parte significativa delle attività upstream delle due compagnie in Indonesia e Malesia. L’intesa, raggiunta dopo mesi di negoziati e successive verifiche tecniche, segna un passaggio strategico per entrambe le realtà e si inserisce nel percorso di rafforzamento della presenza di Eni nel Sud-Est asiatico, area destinata a diventare uno dei principali hub energetici mondiali nei prossimi decenni.


La nuova società avrà una partecipazione paritetica, con quote del 50 per cento ciascuna. L’obiettivo è integrare portafogli di produzione e di esplorazione per creare un operatore regionale con capacità finanziaria autonoma, forte sinergia tecnologica e una gestione focalizzata sul gas naturale, destinato a rappresentare la principale risorsa per la sicurezza energetica e la transizione verso fonti a minore intensità di carbonio. L’accordo prevede che la newco operi su base indipendente, gestendo direttamente i flussi di cassa e gli investimenti, ma sotto il controllo congiunto delle due società madri, che definiranno le linee strategiche comuni.


Il portafoglio conferito alla nuova entità comprende asset di elevato valore strategico, con riserve certe stimate intorno ai tre miliardi di barili di olio equivalente e un potenziale esplorativo complessivo di ulteriori dieci miliardi di barili. L’attività iniziale riguarderà campi già produttivi in Malesia e Indonesia, cui si aggiungeranno nuovi progetti di esplorazione e sviluppo in aree con alto potenziale geologico. Le previsioni indicano una produzione media compresa tra 300 e 500 mila barili di olio equivalente al giorno entro i prossimi cinque anni, con una forte prevalenza del gas naturale.


La struttura della joint venture riflette la strategia “satellite” che Eni ha adottato negli ultimi anni, orientata a creare entità operative regionali dedicate, in grado di concentrarsi su specifiche aree geografiche mantenendo al contempo una governance integrata con il gruppo. Dopo le esperienze in Angola, Mozambico e Norvegia, l’iniziativa con Petronas rappresenta il più ampio progetto di questo tipo in Asia. L’accordo punta a sfruttare le complementarità tra le due compagnie: da un lato, l’esperienza tecnologica e industriale di Eni nella gestione di progetti complessi in acque profonde; dall’altro, la profonda conoscenza di Petronas dei mercati locali, delle normative e delle infrastrutture energetiche della regione.


La combinazione degli asset permetterà di ottenere importanti economie di scala, riducendo i costi di produzione e massimizzando l’efficienza operativa. La nuova società avrà il compito di sviluppare non solo i campi già in produzione, ma anche di accelerare i progetti di gas naturale liquefatto, destinati a soddisfare la crescente domanda dei mercati asiatici, in particolare Cina, Corea del Sud e Giappone. L’integrazione delle infrastrutture di trasporto e liquefazione esistenti in Malesia con quelle in fase di sviluppo in Indonesia consentirà di creare un sistema di esportazione più efficiente e competitivo.


Dal punto di vista industriale e logistico, la nuova piattaforma congiunta dovrà operare in contesti regolamentari diversi ma complementari. Entrambi i paesi dispongono di politiche di lungo periodo orientate alla valorizzazione delle risorse naturali e alla promozione degli investimenti esteri. Le autorità locali hanno già espresso sostegno al progetto, considerato un elemento chiave per lo sviluppo energetico della regione e per l’attrazione di nuove competenze tecnologiche. La presenza di due partner con comprovata esperienza internazionale assicura una gestione in linea con gli standard ambientali e di sicurezza più avanzati.


L’accordo vincolante rappresenta anche un passo rilevante nella strategia di transizione energetica di Eni. La compagnia italiana sta progressivamente concentrando i propri investimenti sul gas naturale, destinato a fungere da ponte verso un mix energetico più sostenibile. L’intesa con Petronas, che a sua volta ha avviato un ambizioso piano di decarbonizzazione, si inserisce perfettamente in questo percorso, rafforzando l’impegno comune verso la riduzione delle emissioni e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale.


L’operazione, che dovrà essere completata entro la fine del 2025 dopo il via libera delle autorità competenti, prevede anche un piano di sviluppo pluriennale per nuove attività esplorative. La joint venture investirà in tecnologie digitali, sistemi di monitoraggio remoto e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla geofisica, con l’obiettivo di ottimizzare l’individuazione dei giacimenti e migliorare la gestione delle infrastrutture. Verranno inoltre avviati progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, integrati con i siti produttivi più rilevanti, in linea con le direttive internazionali sul contenimento delle emissioni.


Per Eni, l’accordo rafforza la strategia di espansione nei mercati asiatici, già consolidata attraverso la presenza operativa in Vietnam e nel Golfo del Bengala. Per Petronas, invece, la partnership rappresenta un’opportunità per diversificare le attività e accedere a nuove competenze tecnologiche nel campo dell’estrazione e della trasformazione del gas. L’intesa conferma la tendenza del settore energetico verso la creazione di alleanze su base regionale, capaci di garantire solidità finanziaria e flessibilità operativa in un contesto di mercato in continua evoluzione.


L’avvio operativo della nuova società segnerà l’inizio di una collaborazione che promette di incidere in modo significativo sugli equilibri energetici del Sud-Est asiatico, con un modello di partnership che unisce risorse, know-how e strategie di lungo periodo per valorizzare un’area destinata a giocare un ruolo chiave nel futuro dell’energia globale.

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