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Ecommerce, l’intelligenza artificiale entra in dogana: caccia alle frodi anche sui piccoli pacchi

L’esplosione dell’ecommerce transfrontaliero sta ridefinendo le priorità delle autorità doganali europee, che si trovano a gestire volumi senza precedenti di spedizioni di piccolo valore provenienti soprattutto da piattaforme extra Ue, con un aumento esponenziale dei rischi legati a frodi fiscali, contraffazione, violazioni delle norme di sicurezza e sottodichiarazione del valore delle merci. In questo scenario l’intelligenza artificiale diventa uno strumento centrale per rafforzare i controlli, selezionare in modo mirato le spedizioni sospette e individuare schemi ricorrenti di evasione, superando i limiti dei controlli tradizionali che risultano sempre meno efficaci di fronte a milioni di pacchi che attraversano quotidianamente le frontiere. L’obiettivo non è soltanto intercettare prodotti illegali o pericolosi, ma proteggere il mercato interno e garantire condizioni di concorrenza eque per le imprese che operano nel rispetto delle regole fiscali e doganali europee.


I sistemi basati su algoritmi avanzati consentono di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, incrociando informazioni su mittenti, destinatari, frequenza delle spedizioni, valori dichiarati, tipologia di merce e precedenti anomalie riscontrate, così da generare profili di rischio dinamici che indirizzano le verifiche fisiche e documentali verso i flussi più critici. In particolare, l’attenzione si concentra sui cosiddetti “small parcels”, pacchi di modesto valore unitario che, moltiplicati per volumi enormi, possono generare rilevanti perdite fiscali se sottodichiarati o classificati in modo scorretto, aggirando l’Iva o i dazi applicabili. L’intelligenza artificiale permette di individuare schemi di frammentazione artificiosa delle spedizioni, tecniche di elusione legate all’uso di intermediari e anomalie nei codici doganali utilizzati, contribuendo a rendere più efficiente l’azione di contrasto senza rallentare eccessivamente i flussi commerciali legittimi.


L’integrazione dell’AI nei sistemi doganali si inserisce in una più ampia strategia europea di digitalizzazione delle frontiere, che punta a rafforzare la cooperazione tra Stati membri e a condividere informazioni su operatori economici e spedizioni sospette. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra rapidità delle consegne, che rappresenta uno dei fattori chiave di competitività per le piattaforme online, e necessità di tutela dei consumatori e delle entrate fiscali. Il ricorso a strumenti predittivi consente di ottimizzare le risorse umane, concentrando l’attenzione sui casi a maggiore probabilità di irregolarità, ma apre anche questioni legate alla trasparenza degli algoritmi, alla qualità dei dati utilizzati e alla tutela della privacy.


L’aumento dei controlli sui piccoli pacchi risponde inoltre a una crescente pressione politica da parte dei produttori europei, che denunciano una concorrenza distorta da parte di operatori extra Ue in grado di immettere sul mercato beni a prezzi molto bassi, talvolta non conformi agli standard di sicurezza o ambientali previsti dalla normativa comunitaria. L’intelligenza artificiale diventa quindi un alleato strategico nella difesa del mercato interno, in un contesto in cui la dimensione digitale del commercio rende sempre più complesso distinguere tra transazioni legittime e pratiche elusive. La trasformazione tecnologica delle dogane rappresenta così uno dei tasselli fondamentali nella gestione dei nuovi equilibri dell’economia globale, dove velocità, tracciabilità e controllo devono convivere in un sistema sempre più interconnesso e ad alta intensità di dati.

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