Droni su Copenaghen e Oslo, caos nei voli e riapertura degli scali solo nella notte
- piscitellidaniel
- 23 set
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La giornata di ieri ha visto due tra i principali aeroporti del Nord Europa, quelli di Copenaghen e di Oslo, costretti a sospendere le operazioni di volo per diverse ore a causa dell’avvistamento di droni nello spazio aereo circostante. Una situazione che ha generato grande preoccupazione e notevoli disagi, con decine di voli cancellati o dirottati e migliaia di passeggeri bloccati negli scali in attesa di nuove disposizioni. La riapertura è arrivata solo nella notte, dopo che le autorità di sicurezza hanno dato il via libera alla ripresa delle attività, ritenendo terminata la fase di pericolo.
Secondo quanto comunicato dalle autorità aeroportuali danesi, il primo avvistamento di droni nei pressi dello scalo di Kastrup, a Copenaghen, è stato registrato nel pomeriggio. Immediatamente è scattato il protocollo di emergenza, che ha imposto il blocco delle decolli e degli atterraggi per evitare rischi di collisione. Situazione analoga poche ore dopo in Norvegia, dove l’aeroporto di Gardermoen a Oslo ha dovuto sospendere le operazioni per motivi di sicurezza. I due episodi, ravvicinati e in contesti simili, hanno alimentato interrogativi sulle possibili connessioni e sul livello di minaccia che tali intrusioni possono rappresentare per l’aviazione civile.
Gli effetti per i passeggeri sono stati immediati. Centinaia di persone hanno visto i propri voli cancellati o rinviati a data da destinarsi, mentre molti collegamenti internazionali sono stati dirottati verso scali alternativi, generando a catena ritardi e sovraccarichi di traffico aereo. Le immagini degli aeroporti pieni di viaggiatori in attesa hanno riportato alla memoria altri casi recenti in Europa, in cui la presenza di droni ha causato disagi di ampia portata. L’impatto economico per le compagnie aeree e per gli stessi scali sarà rilevante, con costi legati alle cancellazioni, al riposizionamento degli aeromobili e alla gestione delle emergenze.
Le autorità di polizia dei due Paesi hanno avviato indagini per risalire all’origine dei droni e agli autori delle incursioni. In Danimarca, la sorveglianza si è concentrata su aree vicine all’aeroporto, mentre in Norvegia sono stati mobilitati reparti speciali per monitorare il traffico aereo non autorizzato. Al momento non è stata confermata alcuna rivendicazione né identificata con certezza la natura degli episodi: resta quindi aperto il ventaglio di ipotesi, dal gesto dimostrativo alla provocazione, fino a possibili test di natura ostile.
La sicurezza aerea europea negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con l’aumento del traffico di droni civili e commerciali. Questi dispositivi, sempre più diffusi e accessibili, se utilizzati senza autorizzazioni possono rappresentare una minaccia significativa, soprattutto in prossimità di aeroporti e rotte di avvicinamento. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha già da tempo elaborato regolamenti stringenti, ma il controllo effettivo resta complesso. Le forze dell’ordine dispongono di strumenti di rilevamento e neutralizzazione, ma la rapidità con cui i droni possono essere spostati o fatti sparire rende difficile l’intervento in tempo reale.
Gli operatori aeroportuali hanno ribadito l’urgenza di rafforzare le misure di contrasto. Sistemi radar dedicati, sensori acustici e tecnologie di disturbo radio sono tra le soluzioni già sperimentate in diversi scali, ma la loro diffusione resta parziale e disomogenea. Inoltre, la questione legale legata all’abbattimento dei droni non autorizzati resta delicata: l’intervento deve garantire la sicurezza senza generare ulteriori rischi per le persone a terra o in volo.
Sul fronte politico, gli episodi di Copenaghen e Oslo hanno riacceso il dibattito sulla necessità di una strategia comune a livello europeo. La gestione delle intrusioni aeree non autorizzate richiede infatti coordinamento transnazionale, considerando che i voli interessati coinvolgono passeggeri e rotte provenienti da diversi Paesi. I governi di Danimarca e Norvegia hanno assicurato che verranno potenziati i sistemi di monitoraggio e che saranno valutate nuove norme per rendere più severe le sanzioni nei confronti di chi viola le restrizioni.
Per i viaggiatori, resta la frustrazione di un ennesimo episodio che mette in evidenza la vulnerabilità del traffico aereo moderno. L’interruzione di poche ore ha prodotto effetti a catena su decine di collegamenti internazionali, confermando quanto sia fragile l’equilibrio del trasporto aereo di fronte a minacce relativamente semplici da mettere in atto. Le compagnie aeree hanno già richiesto indennizzi e forme di compensazione, mentre le associazioni dei consumatori chiedono procedure più rapide per l’assistenza ai passeggeri coinvolti.
Il ritorno alla normalità è avvenuto solo nella notte, dopo che gli aeroporti hanno ricevuto l’autorizzazione alla riapertura e i voli hanno potuto riprendere regolarmente. Restano tuttavia aperti gli interrogativi sulla reale origine degli episodi e sulle contromisure necessarie per evitare che situazioni simili possano ripetersi, mettendo nuovamente in difficoltà migliaia di viaggiatori e generando ripercussioni economiche e di sicurezza a livello internazionale.

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