Destro: l’attraversamento delle Alpi è una priorità europea
- piscitellidaniel
- 19 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Quando si parla di collegamenti transalpini, il punto non è scegliere tra un’opera “locale” e un’altra, ma decidere se l’Europa vuole davvero un sistema logistico coerente con il mercato unico. I valichi alpini sono la cerniera tra i porti del Mediterraneo e il cuore manifatturiero del continente, e la loro efficienza incide direttamente su export, tempi di consegna e affidabilità delle filiere. Ogni collo di bottiglia lungo questa dorsale si trasforma in costi per le imprese: camion fermi, scorte più alte per coprire i ritardi, rotte alternative più lunghe e quindi più care. Anche il turismo e i servizi risentono della qualità dei collegamenti, perché accessibilità e continuità delle reti pesano sulle scelte di investimento. In una fase in cui le catene di approvvigionamento vengono ripensate per ridurre rischi geopolitici e dipendenze, la qualità delle connessioni Nord-Sud diventa un fattore di competitività al pari dell’energia o del credito.
La questione, però, non è solo economica. I flussi su gomma attraverso le Alpi concentrano emissioni e impatti in un ambiente fragile, dove rumore, qualità dell’aria e sicurezza stradale diventano temi quotidiani per le comunità locali. Rendere l’attraversamento alpino una priorità europea significa puntare con decisione sul trasferimento modale verso la ferrovia e sull’intermodalità, con infrastrutture capaci di assorbire volumi reali, non solo simbolici. Serve continuità di rete: tunnel e linee di accesso devono dialogare con terminal logistici, porti, retroporti e piattaforme industriali. Senza questa integrazione, anche l’opera più moderna rischia di funzionare sotto capacità, mentre i flussi restano sulla strada per inerzia organizzativa.
Il nodo è anche di governance. Le opere transfrontaliere richiedono standard tecnici compatibili, procedure coordinate e tempi certi, perché l’utilità di un corridoio si misura sull’intero percorso e non sul singolo tratto nazionale. Quando un Paese accelera e l’altro rallenta, l’investimento perde efficacia e il mercato reagisce spostando traffico su passaggi alternativi, spesso meno sostenibili. Per questo la dimensione europea è decisiva: programmare finanziamenti pluriennali, stabilire priorità di rete, ridurre frammentazioni regolatorie e garantire interoperabilità dei sistemi ferroviari, inclusa la gestione digitale dei flussi e la capacità di far viaggiare treni lunghi e pesanti con affidabilità.
In questo quadro, l’idea che l’attraversamento delle Alpi sia una priorità europea ha un significato concreto: proteggere la competitività dell’industria, ridurre i costi logistici, rendere credibile la transizione verde nei trasporti e rafforzare la coesione territoriale tra Mediterraneo e Europa centrale. È un test di maturità per l’Unione: se i corridoi restano incompleti o disallineati, il prezzo lo pagano imprese e territori; se invece la rete viene chiusa in modo coerente, il beneficio si traduce in tempi più prevedibili, minori emissioni e maggiore capacità di attrarre investimenti lungo tutta la filiera.

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