Ddl antiviolenza: introdotto il reato di femminicidio e rafforzate le misure cautelari
- piscitellidaniel
- 7 mar
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Il 7 marzo 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge (Ddl) volto a contrastare la violenza di genere, introducendo significative novità nel codice penale italiano. Tra queste, spicca l'introduzione del reato autonomo di femminicidio, punibile con l'ergastolo, e l'inasprimento delle misure cautelari, come l'aumento della distanza minima nel divieto di avvicinamento alla vittima.
Introduzione del reato di femminicidio
Il Ddl prevede l'inserimento dell'articolo 577-bis nel codice penale, introducendo il reato di femminicidio. Secondo la bozza del provvedimento, "chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l'esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l'espressione della sua personalità, è punito con l'ergastolo". Questa disposizione mira a riconoscere e punire specificamente gli omicidi motivati da odio di genere, indipendentemente dall'esistenza di vincoli familiari tra autore e vittima.
Inasprimento delle pene per maltrattamenti
Il Ddl prevede un aumento delle pene per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi. Le sanzioni potranno essere aumentate fino al 50% rispetto alle attuali previsioni, in particolare nei casi in cui il reato sia commesso in presenza o a danno di minori, di una donna in stato di gravidanza o se il fatto è perpetrato con armi. Questo inasprimento mira a rafforzare la tutela delle vittime e a dissuadere comportamenti violenti all'interno delle mura domestiche.
Aumento della distanza minima nel divieto di avvicinamento
Il Ddl introduce modifiche significative alle misure cautelari relative al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. In particolare, viene stabilita una distanza minima obbligatoria di 500 metri tra l'indagato e la vittima, rispetto ai 300 metri precedentemente previsti. Inoltre, l'applicazione del braccialetto elettronico diventa obbligatoria per garantire il rispetto di tale misura. Queste disposizioni mirano a prevenire ulteriori episodi di violenza e a garantire una maggiore sicurezza alle vittime.
Audizione obbligatoria della vittima
Il Ddl introduce l'obbligo per il pubblico ministero di ascoltare la persona offesa o chi ha denunciato i fatti entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato. Questo intervento normativo mira a garantire una tempestiva raccolta delle informazioni e a valutare rapidamente l'adozione delle misure cautelari necessarie per la protezione della vittima.
Formazione obbligatoria per gli operatori
Il Ddl prevede l'introduzione di obblighi formativi per il personale delle forze dell'ordine che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria. L'obiettivo è garantire una maggiore sensibilità e competenza nel trattare casi di violenza di genere, migliorando l'efficacia degli interventi e la tutela delle vittime.
Verso un Testo Unico contro la violenza sulle donne
Il Ddl rappresenta un ulteriore passo verso la realizzazione di un Testo Unico contro la violenza sulle donne, che raccoglierà e coordinerà tutte le disposizioni normative in materia. Questa iniziativa mira a semplificare il quadro legislativo, rendendo più efficace l'azione di contrasto alla violenza di genere e garantendo una maggiore tutela alle vittime.
L'approvazione di questo Ddl sottolinea l'impegno delle istituzioni italiane nel contrastare la violenza di genere e nel promuovere una cultura di rispetto e uguaglianza. Le nuove misure, se approvate definitivamente, rappresenteranno strumenti importanti per la prevenzione e la repressione dei reati contro le donne, contribuendo a costruire una società più sicura e giusta.

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