top of page

Crisi diplomatica sulle Isole Chagos: Starmer blocca la cessione a Mauritius tra pressioni interne e internazionali

Il processo di restituzione della sovranità delle Isole Chagos da parte del Regno Unito a Mauritius ha subito una brusca frenata a seguito di un'ingiunzione dell'Alta Corte di Londra, emessa il 22 maggio 2025. Il provvedimento ha sospeso la firma di un accordo che prevedeva la cessione dell'arcipelago, mantenendo però il controllo britannico sulla base militare di Diego Garcia attraverso un contratto di locazione di 99 anni. La decisione giudiziaria è scaturita da un'azione legale intentata da due cittadini britannici di origine chagossiana, Bernadette Dugasse e Bertrice Pompe, che hanno denunciato l'esclusione della comunità chagossiana dalle trattative. 


Il contesto storico e strategico delle Isole Chagos

Le Isole Chagos, situate nell'Oceano Indiano, sono state al centro di controversie internazionali per decenni. Nel 1965, il Regno Unito separò l'arcipelago da Mauritius, allora colonia britannica, per creare il Territorio Britannico dell'Oceano Indiano. Negli anni successivi, circa 2.000 abitanti furono deportati per fare spazio alla base militare di Diego Garcia, concessa in locazione agli Stati Uniti. La legittimità di questa separazione è stata contestata da Mauritius, che ha ottenuto il sostegno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, la quale nel 2019 ha dichiarato illegale l'amministrazione britannica dell'arcipelago. 


L'accordo tra Regno Unito e Mauritius e le sue implicazioni

L'accordo, annunciato nell'ottobre 2024, prevedeva la cessione della sovranità delle Isole Chagos a Mauritius, con l'eccezione della base di Diego Garcia, che sarebbe rimasta sotto controllo britannico per 99 anni, con un'opzione di estensione di 40 anni. In cambio, il Regno Unito si impegnava a versare a Mauritius 3 miliardi di sterline. Tuttavia, il cambio di governo a Mauritius, con l'elezione del Primo Ministro Navin Ramgoolam, ha portato a richieste di revisione dell'accordo, inclusa la rinegoziazione dei termini finanziari e delle clausole di estensione del contratto di locazione. 


Le reazioni della comunità chagossiana

La comunità chagossiana, dispersa principalmente tra Regno Unito, Mauritius e Seychelles, ha espresso profondo disappunto per l'esclusione dalle trattative. Molti membri della diaspora hanno sottolineato la mancanza di consultazione e la necessità di essere coinvolti nelle decisioni riguardanti il futuro delle isole. Alcuni hanno anche proposto l'organizzazione di un referendum per determinare la volontà della popolazione chagossiana in merito alla sovranità dell'arcipelago. 


Le implicazioni geopolitiche e le preoccupazioni internazionali

La base di Diego Garcia riveste un'importanza strategica significativa per le operazioni militari degli Stati Uniti e del Regno Unito nell'Oceano Indiano. La possibilità di un cambiamento nella sovranità delle isole ha sollevato preoccupazioni tra gli alleati occidentali, in particolare riguardo alla crescente influenza della Cina nella regione. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso un cauto sostegno all'accordo, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza nazionale e regionale. 


Le critiche interne al governo britannico

Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha affrontato critiche sia dall'opposizione che all'interno del suo stesso partito per la gestione dell'accordo. Alcuni parlamentari hanno definito l'accordo una "resa" e hanno messo in discussione l'opportunità di versare ingenti somme di denaro a Mauritius in cambio della cessione della sovranità. Le critiche si sono intensificate dopo la sospensione dell'accordo da parte dell'Alta Corte, che ha evidenziato la necessità di un maggiore coinvolgimento della comunità chagossiana e di una maggiore trasparenza nelle trattative.


La posizione del governo di Mauritius

Il governo mauriziano ha accolto con favore l'accordo come un passo significativo verso la decolonizzazione completa del paese. Tuttavia, il nuovo Primo Ministro Ramgoolam ha espresso la necessità di rivedere alcuni aspetti dell'accordo, in particolare quelli relativi ai termini finanziari e alla durata del contratto di locazione della base di Diego Garcia. Ramgoolam ha inoltre sottolineato l'importanza di garantire il ritorno dei chagossiani nelle loro terre ancestrali e di assicurare che i loro diritti siano rispettati nel nuovo assetto sovrano. 


Le prospettive future

La sospensione dell'accordo da parte dell'Alta Corte ha aperto la strada a ulteriori negoziati e a una possibile revisione dei termini dell'accordo. Il governo britannico dovrà affrontare la sfida di bilanciare le esigenze strategiche e di sicurezza con le richieste di giustizia storica e di autodeterminazione della comunità chagossiana. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, consapevole delle implicazioni geopolitiche e dei precedenti che questa vicenda potrebbe stabilire in materia di decolonizzazione e diritti delle popolazioni indigene.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page