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Crisi di Hormuz: il "corridoio del golfo persico" per evitare la recessione e la carestia globale


Negli ultimi giorni, l'Unione Europea ha in modo uniforme negato a Donald Trump la possibilità di un aiuto militare nella missione Epic Fury, che era stato richiesto dal presidente statunitense. La ragione principale è la natura dell'alleanza NATO: trattandosi di un'alleanza difensiva, quindi i Paesi Membri non sono obbligati a supportare i Paesi che iniziano operazioni di invasione o comunque che attaccano "per primi" altri Paesi. Inoltre i leader europei hanno agito in questo modo, non volendo scrivere un assegno in bianco a favore dell'operazione.


È stato stabilito dal Consiglio Affari Esteri a Bruxelles che le due missioni europee attualmente nell'area del mar Rosso, Atalanta e Aspides, a sostegno delle navi europee rispettivamente contro i pirati e contro gli Houthi, non vedranno cambiamenti nel loro mandato.


Le preoccupazioni dell'ONU, ma anche quelle dell'UE, riguardano gli effetti di una potenziale impennata senza precedenti del prezzo del petrolio. Un avvenimento del genere, peraltro certo se lo Stretto resta bloccato a lungo termine, porterebbe a conseguenze potenzialmente catastrofiche: se si alza il Petrolio, si producono meno fertilizzanti. Se si producono meno fertilizzanti, i raccolti cerealicoli di quest'estate saranno di gran lunga inferiori alle aspettative. Questo manderebbe i prezzi del grano alle stelle, portando ad una nuova impennata dell'inflazione e a carestie senza precedenti in tutta l'Africa ed in una buona parte del sudest asiatico.


Tuttavia, non tutte le speranze di un intervento di peacekeeping europeo sono perdute. L'Alta Rappresentante Kaja Kallas, in un'affermazione n merito ad un incontro svoltosi insieme al presidente delle Nazioni Unite Guterres, ha ipotizzato una nuova operazione simile a quanto era stato fatto nel Mar Rosso per la guerra in Ucraina.


L'Europa guarda perciò alla Black Sea Grain Initiative, un accordo costituito ad Istanbul il 22 luglio 2022 per tutelare il commercio di grano nel mar Rosso, e pensa un'operazione anlaoga per quanto riguarda il passaggio di petrolio nel Mar Rosso e dallo Stretto di Hormuz. è stato riportato infatti dall'Alta Commissaria dell'UE Kaja Kallas che è avvenuta una telefonata tra lei e il presidente dell'ONU Guterres proprio in merito ad una possibile iniziativa in questo senso.


Intanto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti ha chiarito "Abbiamo preso atto delle indiscrezioni sui media riguardo a un’eventuale iniziativa a guida Onu concernente lo Stretto di Hormuz. Durante la fase preparatoria dell’Iniziativa sui cereali del Mar Nero, il silenzio si è rivelato la parte migliore del valore. Posso confermarvi che il segretario Generale Guterres mantiene contatti molto frequenti con alti funzionari della regione e non solo, ma non alimenteremo tali indiscrezioni e continueremo a operare con discrezione. La posta in gioco - ha sottolineato - è troppo alta".

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