Contender e gli altri squali bianchi, il monitoraggio globale di Ocearch
- piscitellidaniel
- 19 feb
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Si chiama Contender uno degli ultimi esemplari di squalo bianco inseriti nel programma di monitoraggio satellitare promosso da Ocearch, organizzazione internazionale impegnata nello studio e nella tutela dei grandi predatori marini. Il progetto, che negli anni ha coinvolto numerosi esemplari lungo le coste atlantiche e in altre aree strategiche degli oceani, punta a raccogliere dati scientifici in tempo reale sui movimenti, le abitudini migratorie e le condizioni fisiologiche di questi animali, considerati fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini. Attraverso dispositivi di tracciamento applicati in modo non invasivo, i ricercatori sono in grado di seguire gli spostamenti degli squali per mesi o addirittura anni, costruendo mappe dettagliate dei loro percorsi.
Il monitoraggio costante di esemplari come Contender consente di comprendere meglio i comportamenti stagionali, le aree di alimentazione e le zone di riproduzione, informazioni decisive per la conservazione della specie. Il Carcharodon carcharias, nome scientifico dello squalo bianco, è classificato come specie vulnerabile a causa della pesca accidentale, della riduzione delle prede e della degradazione degli habitat costieri. I dati raccolti attraverso la tecnologia satellitare permettono di individuare corridoi migratori e hotspot ambientali che possono diventare oggetto di misure di tutela mirate, contribuendo a politiche di gestione più efficaci e basate su evidenze scientifiche.
Il sistema di tracciamento utilizzato da Ocearch si basa su trasmettitori collegati alla pinna dorsale, in grado di inviare segnali quando l’animale emerge in superficie. Ogni segnale viene elaborato e reso disponibile agli studiosi, che analizzano traiettorie, velocità e variazioni ambientali correlate agli spostamenti. Il progetto non ha solo finalità accademiche, ma svolge anche una funzione di divulgazione, avvicinando il pubblico alla conoscenza degli squali e contrastando stereotipi radicati che li dipingono esclusivamente come minacce. La raccolta di dati longitudinali contribuisce inoltre a monitorare gli effetti del cambiamento climatico sulle temperature oceaniche e sulla distribuzione delle specie marine.
Il caso di Contender si inserisce in un quadro più ampio di osservazione globale che coinvolge decine di squali bianchi marcati negli ultimi anni. Le informazioni raccolte hanno evidenziato spostamenti su lunghe distanze, talvolta superiori a migliaia di chilometri, dimostrando la straordinaria capacità migratoria di questi predatori. La tracciabilità permette anche di studiare le interazioni con le attività umane, come la pesca e il traffico marittimo, individuando eventuali aree di conflitto tra conservazione e sfruttamento delle risorse marine. In alcuni casi, i dati hanno contribuito a modificare strategie di gestione costiera e a rafforzare le normative di protezione.
La presenza di squali bianchi in determinate aree suscita spesso allarme mediatico, ma gli esperti sottolineano come la comprensione scientifica dei loro movimenti sia lo strumento più efficace per prevenire rischi e promuovere una convivenza sostenibile. L’osservazione costante consente di valutare tendenze di lungo periodo e di individuare eventuali segnali di stress ecologico. Il monitoraggio satellitare rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della ricerca marina, offrendo una finestra privilegiata sulla vita di uno dei predatori più iconici degli oceani e contribuendo a costruire una base informativa indispensabile per la tutela della biodiversità marina su scala globale.

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