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Consumatori europei e inflazione strutturale

L’inflazione europea rallenta ma resta ancorata a fattori strutturali che incidono profondamente sui comportamenti dei consumatori. I prezzi dei servizi, l’energia e la logistica rimangono più alti rispetto al decennio precedente, generando una condizione di prudenza diffusa. Le famiglie riorientano la spesa verso beni durevoli, riducono gli acquisti non essenziali e mostrano maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo. Questo mutamento condiziona le politiche di prezzo delle imprese, soprattutto quelle che operano nei settori retail e alimentare.

Il 2026 sarà un anno in cui la domanda interna risentirà ancora della percezione di instabilità economica. Le aziende europee dovranno puntare su efficienza, digitalizzazione, distribuzione omnicanale e strategie di produzione più snelle. La tenuta dei consumi dipenderà dalla capacità dei governi di garantire crescita dei redditi reali e stabilizzazione dei costi. In assenza di tali condizioni, l’inflazione continuerà a influenzare non solo la spesa, ma anche la fiducia delle famiglie e il clima economico complessivo.

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