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Consiglio Europeo: piano di riarmo e la posizione dell'Italia

Il 20 marzo 2025 si è aperto a Bruxelles il Consiglio Europeo, con i leader dei 27 Stati membri riuniti per discutere temi cruciali come la difesa comune, il sostegno all'Ucraina e l'autonomia strategica dell'Unione Europea. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il piano "ReArm Europe", mirato a rafforzare le capacità difensive dell'UE entro il 2030. ​


Piano "ReArm Europe"

Il piano prevede la mobilitazione di circa 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, con l'obiettivo di rendere l'Europa autonoma nella difesa e di garantire una deterrenza credibile nei confronti di potenziali minacce, in particolare dalla Russia. Le misure includono:​

  • Flessibilità fiscale: sospensione temporanea delle norme di bilancio dell'UE per consentire agli Stati membri di incrementare la spesa per la difesa.​

  • Prestiti per la difesa: erogazione di 150 miliardi di euro in prestiti destinati a progetti di difesa congiunti.​

  • Riorientamento del bilancio: possibilità per gli Stati membri di utilizzare fondi di coesione per aumentare il budget destinato alla difesa.​

  • Ruolo della Banca Europea per gli Investimenti (BEI): rimozione delle restrizioni sui prestiti della BEI per supportare le aziende del settore della difesa.​

  • Unione del Risparmio: creazione di un meccanismo per mobilitare capitali privati da destinare al settore della difesa.​

L'obiettivo è quello di rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa, riducendo la dipendenza da alleati esterni e garantendo una maggiore sicurezza ai cittadini europei. ​


La posizione dell'Italia

L'Italia ha adottato una posizione prudente riguardo al piano di riarmo proposto. Il governo italiano ha espresso riserve sull'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e ha manifestato scetticismo sul piano della commissaria Kaja Kallas, che prevede aiuti per 40 miliardi di euro all'Ucraina. Il premier Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di valutare attentamente le implicazioni finanziarie e strategiche di tali misure, evidenziando l'importanza di un approccio equilibrato che tenga conto delle diverse esigenze degli Stati membri. 


Dibattito sul Manifesto di Ventotene

Durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato il Manifesto di Ventotene, affermando: "Non so se questa è la vostra Europa ma certamente non è la mia". Questa dichiarazione ha suscitato reazioni contrastanti tra le forze politiche. Il Manifesto di Ventotene, redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, è considerato uno dei documenti fondanti dell'idea di un'Europa unita in senso federale. La presa di posizione di Meloni evidenzia una visione differente rispetto a quella proposta nel Manifesto, sottolineando la necessità di un dibattito sul futuro dell'integrazione europea. ​


Conclusioni del Consiglio Europeo

Il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo di massima sul piano di riarmo, con l'obiettivo di rafforzare la difesa comune e garantire una maggiore autonomia strategica all'Unione Europea. Tuttavia, permangono differenze tra gli Stati membri riguardo alle modalità di attuazione e al finanziamento delle misure proposte. Il dibattito interno all'UE evidenzia la complessità nel trovare un equilibrio tra le diverse esigenze nazionali e l'obiettivo comune di una maggiore integrazione in materia di difesa. 

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