Conferenza di Roma: oltre 10 miliardi di euro per la ricostruzione dell'Ucraina
- piscitellidaniel
- 10 lug
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Il 10 luglio 2025 si è aperta a Roma la quarta Conferenza internazionale per la ricostruzione dell'Ucraina, un evento di portata storica che ha visto la partecipazione di oltre 3.500 delegati provenienti da più di 100 paesi. Tra i presenti, circa 700 aziende italiane, ucraine e internazionali, 500 amministratori locali e altrettanti rappresentanti della società civile. L'obiettivo principale della conferenza è stato quello di mobilitare risorse finanziarie e competenze per sostenere la ripresa economica e sociale dell'Ucraina, devastata da oltre tre anni di conflitto con la Russia.
Impegni finanziari e investimenti
Durante la conferenza, sono stati annunciati impegni finanziari per oltre 10 miliardi di euro destinati alla ricostruzione dell'Ucraina. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il nuovo Fondo Europeo per la Ricostruzione dell'Ucraina, con un capitale iniziale di 220 milioni di euro, mirato ad attrarre investimenti privati nei settori dell'energia, dei trasporti e delle industrie strategiche. L'obiettivo è mobilitare fino a 500 milioni di euro entro il 2026. Inoltre, la Commissione ha dettagliato ulteriori 2,3 miliardi di euro in accordi firmati, con l'intento di sbloccare fino a 10 miliardi di euro in investimenti per la ricostruzione di abitazioni, ospedali, imprese e per garantire la sicurezza energetica.
Partecipazione internazionale e sostegno politico
La conferenza ha visto la partecipazione di numerosi leader internazionali, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez e la prima ministra italiana Giorgia Meloni, che ha ospitato l'evento. Zelensky ha sottolineato l'urgenza di rafforzare le difese dell'Ucraina, evidenziando che nella notte precedente la conferenza, la Russia aveva lanciato 18 missili e 400 droni contro Kiev. Ha quindi chiesto un aumento del sostegno finanziario per l'acquisto di droni e sistemi di difesa missilistica.
Coinvolgimento del settore privato e delle istituzioni locali
Un aspetto distintivo della conferenza è stato il forte coinvolgimento del settore privato e delle istituzioni locali. Circa 2.000 aziende, di cui 500 italiane, hanno partecipato all'evento, esplorando opportunità di investimento e collaborazione nei progetti di ricostruzione. Inoltre, sono stati organizzati workshop e forum per facilitare l'incontro tra imprenditori, rappresentanti del governo ucraino e istituzioni finanziarie internazionali. La conferenza ha anche sottolineato l'importanza del capitale umano e delle riforme necessarie per l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.
Sostegno culturale e ricostruzione del patrimonio
La cultura è stata un tema centrale della conferenza. Il commissario europeo alla cultura, Glenn Micallef, ha evidenziato che le esigenze di ricostruzione e recupero nei settori della cultura e del turismo superano i 9 miliardi di euro. Sono stati danneggiati 1.482 siti del patrimonio culturale e 2.333 strutture infrastrutturali culturali a Kiev. L'Unione Europea ha annunciato l'intenzione di creare un Fondo per il patrimonio culturale ucraino, destinato a proteggere, preservare e promuovere il patrimonio culturale del paese.
Prospettive future e adesione all'Unione Europea
Durante la conferenza, è stato ribadito il sostegno dell'Unione Europea al percorso di adesione dell'Ucraina. Il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, ha sottolineato che l'Ucraina ha completato tutti i passaggi necessari per avviare la prima fase dei negoziati di adesione. Le stime di Bruxelles indicano che l'ingresso dell'Ucraina nell'UE potrebbe avvenire prima del 2030. La conferenza ha quindi rappresentato non solo un momento di solidarietà internazionale, ma anche un passo concreto verso l'integrazione europea dell'Ucraina.
Critiche e reazioni internazionali
Nonostante il successo della conferenza, non sono mancate le critiche. L'ambasciata russa a Roma ha definito l'iniziativa "cínica e menzognera", accusando i leader occidentali di enfatizzare le conseguenze del conflitto invece di affrontarne le cause profonde. Tuttavia, la comunità internazionale ha risposto con fermezza, ribadendo l'impegno a sostenere l'Ucraina nella sua lotta per la libertà e l'indipendenza.

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