Colf e badanti, click day 2026: 13.600 posti disponibili a fronte di 49mila domande precaricate
- piscitellidaniel
- 17 feb
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Il click day 2026 per colf e badanti si preannuncia come uno dei passaggi più delicati nella gestione dei flussi di ingresso per lavoro domestico, con 13.600 posti disponibili a fronte di circa 49mila domande già precaricate nel sistema informatico prima ancora dell’apertura ufficiale della procedura, evidenziando un divario significativo tra fabbisogno reale delle famiglie italiane e contingenti autorizzati. L’appuntamento fissato per il 18 febbraio rappresenta una tappa centrale nell’ambito del decreto flussi, attraverso cui il governo stabilisce le quote massime di ingressi per lavoratori extracomunitari, ma il numero delle richieste già inserite nella piattaforma segnala una pressione strutturale sul comparto dell’assistenza familiare, settore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più strategico in un Paese caratterizzato da rapido invecchiamento demografico e crescente domanda di cura domiciliare.
Il meccanismo del click day prevede che le istanze, previamente compilate e salvate sul portale dedicato, vengano inviate in un preciso momento stabilito, con l’assegnazione delle quote secondo l’ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei posti disponibili, modalità che ha spesso generato polemiche per la sua natura competitiva e per il rischio di esclusione di molte domande pur in presenza di esigenze effettive. Le famiglie che intendono assumere lavoratori stranieri devono rispettare requisiti reddituali e condizioni specifiche, dimostrando la capacità economica di sostenere il rapporto di lavoro e impegnandosi a garantire un contratto conforme alla normativa vigente. L’elevato numero di domande precaricate indica una pianificazione anticipata da parte dei richiedenti, ma anche la consapevolezza che la finestra temporale per ottenere l’autorizzazione sarà estremamente ridotta.
Il settore del lavoro domestico rappresenta una componente essenziale del welfare informale italiano, supplendo in molti casi alle carenze dei servizi pubblici e consentendo a famiglie con anziani o persone non autosufficienti di mantenere assistenza continuativa in ambito domestico. La distanza tra le 13.600 quote disponibili e le 49mila richieste già pronte per l’invio solleva interrogativi sulla congruità delle programmazioni rispetto alla domanda effettiva e alimenta il dibattito su possibili correttivi al sistema, come l’ampliamento dei contingenti o l’introduzione di meccanismi più flessibili di regolarizzazione. Al tempo stesso, il governo è chiamato a bilanciare le esigenze del mercato del lavoro con la gestione complessiva dei flussi migratori, in un quadro normativo che intreccia politiche del lavoro, sicurezza e integrazione.
L’elevata partecipazione al click day conferma dunque la centralità del comparto domestico nell’economia italiana e la difficoltà di conciliare domanda e offerta attraverso strumenti amministrativi rigidi, con un sistema che concentra in poche ore l’esito di migliaia di richieste. L’esito della procedura del 18 febbraio determinerà quali domande rientreranno nei limiti fissati e quali resteranno escluse, in un contesto in cui il fabbisogno di assistenza continua a crescere e il ricorso al lavoro straniero rimane una delle principali risposte organizzative adottate dalle famiglie italiane.

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