Cina: la lenta rinascita dopo la crisi immobiliare
- Giuseppe Politi

- 4 nov
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Dopo anni di crescita ininterrotta, la Cina sta attraversando una fase di rallentamento strutturale. la crisi immobiliare, esplosa con il crollo di grandi colossi del settore, ha lasciato un’eredità pesante: milioni di abitazioni invendute, debiti fuori bilancio e fiducia dei consumatori in calo. pechino, tuttavia, non è rimasta immobile. il governo ha avviato una strategia di riconversione economica fondata su innovazione tecnologica, export avanzato e incremento dei consumi interni.
il nuovo modello cinese punta a ridurre la dipendenza dall’immobiliare e a rafforzare i settori ad alta tecnologia: semiconduttori, intelligenza artificiale, biotecnologie ed energia pulita. il piano made in china 2025, rivisitato in chiave ecologica, mira a trasformare il paese in leader globale dell’industria verde.
il rallentamento del pil, ora intorno al 4,5%, è parte di un processo di maturazione economica. la cina non cresce più a ritmi esponenziali, ma consolida la propria base produttiva e tecnologica. la sfida è politica: bilanciare controllo statale e iniziativa privata, evitando un’eccessiva centralizzazione.
per l’Italia e l’Europa, la cina resta un partner indispensabile ma anche un concorrente temibile. la via della seta digitale e gli investimenti nei paesi emergenti ridefiniscono gli equilibri globali. il futuro dipenderà dalla capacità del mondo occidentale di dialogare con un colosso che cambia pelle ma non ambizione.




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