Chi era “El Mencho”, il signore del fentanyl e padrone del Jalisco
- piscitellidaniel
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Per anni il nome di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, è stato associato a uno dei cartelli più potenti e violenti del Messico, il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), organizzazione criminale capace di espandere la propria influenza ben oltre i confini dello Stato di Jalisco fino a diventare protagonista nel traffico globale di droga, in particolare del fentanyl, l’oppioide sintetico al centro di una crisi sanitaria internazionale. La sua figura ha incarnato l’evoluzione del narcotraffico messicano verso strutture sempre più militarizzate, tecnologicamente avanzate e radicate in una rete transnazionale.
Originario di una zona rurale del Michoacán, Oseguera Cervantes ha costruito la propria ascesa criminale in un contesto segnato dalla frammentazione dei cartelli storici e dalla crescente competizione per il controllo delle rotte della droga verso gli Stati Uniti. Dopo un periodo di detenzione negli Stati Uniti negli anni Novanta, rientrò in Messico dove consolidò alleanze e strutturò una nuova organizzazione, che nel tempo si sarebbe trasformata in una delle più temute. Il CJNG si è distinto per l’uso sistematico della violenza spettacolare, con operazioni armate contro forze di sicurezza e gruppi rivali, dimostrando una capacità logistica e militare superiore rispetto a molte altre organizzazioni criminali.
Sotto la guida di “El Mencho”, il cartello ha esteso il proprio raggio d’azione dal traffico tradizionale di cocaina e metanfetamine alla produzione e distribuzione di fentanyl, sostanza sintetica ad altissima potenza e basso costo di produzione. Il controllo delle filiere chimiche e dei laboratori clandestini ha consentito al CJNG di generare profitti enormi, sfruttando la domanda crescente nel mercato nordamericano. Il fentanyl, spesso mescolato ad altre sostanze, ha contribuito in modo significativo all’aumento delle overdose negli Stati Uniti, rendendo il nome di Oseguera Cervantes centrale nelle strategie di contrasto internazionale.
La forza del CJNG si è fondata anche su una struttura gerarchica flessibile, capace di operare attraverso cellule regionali autonome ma coordinate, e su un sistema di intimidazione che ha coinvolto istituzioni locali, forze di polizia e comunità civili. L’organizzazione ha mostrato una notevole capacità di adattamento, investendo in armamenti sofisticati e in reti di corruzione per consolidare il controllo territoriale. Jalisco, Stato economicamente rilevante e logisticamente strategico, è divenuto il fulcro di un sistema che si è progressivamente esteso in gran parte del territorio messicano.
La figura di “El Mencho” è rimasta a lungo avvolta da un’aura di invisibilità operativa. A differenza di altri capi narcos divenuti noti per l’esposizione mediatica, Oseguera Cervantes ha mantenuto un profilo relativamente discreto, affidando la comunicazione del potere del cartello alla forza delle azioni sul campo. Le autorità messicane e statunitensi lo hanno inserito tra i ricercati più pericolosi, con ricompense milionarie per informazioni utili alla sua cattura, segno della rilevanza strategica attribuita alla sua figura.
Il soprannome di “signore del fentanyl” sintetizza la trasformazione del narcotraffico in un’industria sempre più legata a sostanze sintetiche, meno dipendenti dalle coltivazioni tradizionali e più difficili da intercettare. Questa evoluzione ha ridefinito le dinamiche criminali, ampliando i margini di profitto e aumentando la letalità delle sostanze immesse sul mercato. Il controllo del Jalisco ha rappresentato la base territoriale di un impero criminale capace di dialogare con reti internazionali, approfittando delle debolezze strutturali e della corruzione.
La parabola di “El Mencho” riflette le trasformazioni profonde del narcotraffico messicano, passato da organizzazioni relativamente stabili a strutture frammentate ma altamente aggressive, in grado di incidere sulla sicurezza interna e sugli equilibri regionali. La sua figura resta emblematica di un sistema criminale che intreccia economia illegale, potere militare e influenza territoriale, in un contesto in cui la lotta tra Stato e cartelli continua a produrre conseguenze drammatiche sul piano sociale e geopolitico.

Commenti