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CDP lancia il suo terzo “Yankee Bond” da 1,5 miliardi con ordini record: un segnale forte per il profilo internazionale dell’istituto

Cassa Depositi e Prestiti ha segnato una tappa importante nella sua strategia finanziaria internazionale annunciando il collocamento di un nuovo Yankee Bond da 1,5 miliardi di dollari. L’operazione ha registrato una partecipazione straordinaria da parte del mercato: gli ordini complessivi sono arrivati a superare i 19 miliardi di dollari, quasi tredici volte l’offerta iniziale, provenienti da oltre 250 investitori istituzionali. Questa straordinaria risposta testimonia una forte fiducia internazionale nei confronti del modello italiano di raccolta di capitale e del ruolo che CDP intende giocare come ponte fra il mercato dei capitali globali e lo sviluppo interno.


L’emissione ha una scadenza fissata al 1° ottobre 2030 e prevede una cedola annua lorda del 4,375 per cento. Il titolo è stato presentato principalmente agli investitori istituzionali, con un elevato coinvolgimento internazionale: oltre l’85 per cento degli ordini ha avuto origine da operatori esteri, distribuiti in più di ventitré Paesi. Tra le geografie più rilevanti, gli Stati Uniti rappresentano da soli il 39 per cento della domanda, seguiti da Regno Unito con il 17 per cento, Nord Europa al 12 per cento e Medio Oriente con il 10 per cento.


Dietro questo boom di ordini c’è non soltanto una quota di mercato attrattiva, ma un progetto strategico di rafforzamento dei canali internazionali. CDP conferma l’intenzione di diversificare le sue fonti di finanziamento, puntando su un allargamento della base investitori e su una maggiore penetrazione nei mercati globali. Il successo dell’offerta rafforza la legittimazione internazionale dell’istituto e la percezione della solidità del “sistema Paese”.


Il tutto si inserisce nel contesto del Piano Strategico 2025-2027 di CDP che ha tra i suoi pilastri la crescita nella finanza internazionale e il sostegno all’export, con strumenti che collegano capitali globali e imprese italiane. La nuova emissione permetterà all’istituto di avere risorse per sostenere progetti infrastrutturali, finanziamenti strategici e, in particolare, iniziative di export finance a supporto delle aziende del Paese.


Il successo dell’emissione non è un caso isolato: i precedenti collocamenti in dollari da parte di CDP avevano già indicato segnali positivi, con domande ben superiori all’offerta proposta. In passato, per un’emissione simile da 1,5 miliardi, gli ordini avevano raggiunto quasi 10 miliardi di dollari, pari a quasi sette volte l’offerta. Questi precedenti hanno posto le basi per aumentare la credibilità di CDP nei mercati esteri e creare un percorso di crescita graduale ma deciso verso il mercato obbligazionario internazionale.


Il rating previsto per il nuovo titolo è atteso a BBB+ per l’agenzia S&P e BBB per Fitch, in linea con l’impostazione delle ultime operazioni e con il posizionamento creditizio che CDP ha costruito nel tempo. La struttura dell’offerta è stata coordinata da un consorzio bancario composto da oltre una dozzina di istituzioni finanziarie internazionali, tra cui BofA Securities, Citigroup, Crédit Agricole CIB, Goldman Sachs, HSBC, Intesa Sanpaolo (IMI CIB), JP Morgan e Morgan Stanley (in veste di “Global Coordinator”).


Un altro elemento degno di nota è la qualità della domanda ricevuta: più del 98 per cento degli ordini proviene da investitori istituzionali a lungo termine, come fondi pensioni, assicurazioni, asset manager e banche. Questo tipo di sottoscrittori è visto come “core demand”, ovvero stabile e coerente con la dimensione della raccolta di lungo termine. La presenza di investitori con orizzonti di detenzione più lunghi riduce il rischio di volatilità speculativa e rafforza la sostenibilità dell’operazione.

Il collocamento è anche un banco di prova della capacità di CDP di operare in contesti regolamentati esteri, gestendo la compliance normativa e i rapporti con le controparti internazionali. Il fatto che l’operazione abbia avuto successo nonostante le sfide regolatorie e gli scenari globali incerti indica che la credibilità di CDP nei mercati internazionali ha raggiunto una soglia più alta.


Dal punto di vista del contesto macroeconomico, l’operazione arriva in un momento di alta volatilità sui mercati dei capitali, con tassi che restano sotto pressione e incertezza geopolitica. Avere un’emissione che cattura l’interesse globale con multipli così elevati rafforza il messaggio che il sistema Italia è in grado di dialogare con i mercati internazionali con successo.


Tuttavia, non sono assenti i rischi: il differenziale di cambio, le condizioni macro negli Stati Uniti, l’evoluzione dei tassi a lungo termine, i vincoli fiscali internazionali e la capacità di CDP di impiegare efficientemente le risorse raccolte saranno fattori determinanti per valutare l’efficacia dell’operazione nel medio-lungo termine. Ma per ora il segnale è forte: un bond in dollari da 1,5 miliardi e domande per quasi 13 volte l’offerta è un titolo che conferma la crescita internazionale del gruppo e la sua ambizione di porsi come protagonista anche nei mercati finanziari globali.

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