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Caso Cecilia Sala: appelli per la liberazione della giornalista detenuta in Iran

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 4 gen 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

La vicenda di Cecilia Sala, giornalista italiana arrestata a Teheran il 19 dicembre 2024, continua a suscitare preoccupazione. Sala è accusata di aver violato le leggi iraniane durante il suo soggiorno con visto giornalistico. Detenuta nel carcere di Evin, noto per le condizioni dure e per ospitare dissidenti politici, Sala si trova in isolamento con accesso limitato alla sua famiglia e al supporto legale.


Il governo italiano, rappresentato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ribadito il proprio impegno per garantire la sua liberazione. La situazione è complicata dalla recente coincidenza temporale con l’arresto a Milano di Mohammad Abedini Najafabadi, ingegnere svizzero-iraniano accusato dagli Stati Uniti di traffico di componenti per droni. Questa dinamica ha alimentato ipotesi di un possibile scambio di detenuti tra Italia e Iran.


Nel frattempo, la famiglia di Sala ha chiesto il silenzio stampa per evitare strumentalizzazioni, ma il caso ha acceso il dibattito sui diritti umani e sulla libertà di stampa. Organizzazioni come Amnesty International hanno lanciato appelli per la sua liberazione, sottolineando l’uso frequente della “diplomazia degli ostaggi” da parte del governo iraniano.


Proteste di solidarietà per Sala si sono svolte in diverse città italiane, coinvolgendo giornalisti, politici e cittadini. Il governo ha confermato di essere in contatto con Teheran per cercare una soluzione diplomatica e garantire il rispetto dei diritti fondamentali della giornalista.

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