Capodanno, festeggiamenti tra tradizione e modernità in Giappone e Sud Corea
- piscitellidaniel
- 21 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Il Capodanno in Giappone e in Sud Corea rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno, non solo sul piano simbolico e culturale, ma anche per il suo impatto sociale ed economico. Nei due Paesi dell’Asia orientale, il passaggio al nuovo anno è scandito da rituali profondamente radicati nella tradizione, che convivono con forme di celebrazione sempre più moderne e urbane. Le festività di fine anno diventano così uno specchio delle trasformazioni in atto nelle società giapponese e sudcoreana, dove il rispetto per i riti ancestrali si intreccia con stili di vita contemporanei e con un’economia fortemente orientata ai servizi e ai consumi.
In Giappone, il Capodanno, conosciuto come Shōgatsu, è la ricorrenza più solenne dell’anno e viene vissuto principalmente in ambito familiare. Le celebrazioni iniziano nei giorni precedenti con una serie di preparativi che coinvolgono case, templi e spazi pubblici. Le abitazioni vengono pulite a fondo secondo il rituale dell’ōsōji, una pratica che simboleggia l’eliminazione delle impurità dell’anno passato e l’accoglienza di quello nuovo in uno stato di ordine e armonia. Sul piano alimentare, il Capodanno giapponese è legato agli osechi ryōri, piatti tradizionali preparati con largo anticipo e consumati nei primi giorni di gennaio, ciascuno dei quali porta con sé un significato augurale legato a prosperità, longevità e buona sorte.
Uno dei momenti più emblematici delle celebrazioni giapponesi è il suono delle campane nei templi buddhisti allo scoccare della mezzanotte. Il rito, noto come joya no kane, prevede 108 rintocchi, numero che nella tradizione buddhista rappresenta i desideri terreni da cui l’uomo deve liberarsi per iniziare l’anno nuovo con uno spirito rinnovato. Migliaia di persone si recano nei templi per assistere o partecipare al rituale, in un’atmosfera raccolta e meditativa che contrasta con le celebrazioni più rumorose tipiche di altre parti del mondo. Nei giorni successivi, le famiglie effettuano l’hatsumōde, la prima visita dell’anno a un tempio o a un santuario shintoista, per pregare e acquistare amuleti portafortuna.
In Sud Corea, il Capodanno si articola invece su due piani distinti, quello del calendario solare e quello del calendario lunare. Il passaggio al primo gennaio è ormai celebrato con eventi pubblici, spettacoli e raduni nelle principali città, soprattutto a Seul, dove concerti e manifestazioni attirano migliaia di persone. Tuttavia, la ricorrenza più sentita resta il Seollal, il Capodanno lunare, che cade tra gennaio e febbraio e rappresenta uno dei momenti centrali della vita familiare coreana. Anche in questo caso, la festa è caratterizzata da un forte ritorno alle origini, con milioni di persone che si spostano verso le città di provenienza per riunirsi con i parenti, generando uno dei più intensi flussi di mobilità dell’anno.
Durante il Seollal, i rituali familiari occupano un ruolo centrale. Il charye, la cerimonia di commemorazione degli antenati, viene celebrato all’interno delle case con offerte di cibo disposte secondo un ordine preciso, a testimonianza del profondo rispetto per la tradizione confuciana. I più giovani rendono omaggio agli anziani con il sebae, un inchino formale accompagnato da auguri, ricevendo in cambio parole di incoraggiamento e doni simbolici. Anche la cucina assume un valore rituale, con piatti come il tteokguk, una zuppa di gnocchi di riso che simboleggia il passaggio all’età successiva e l’ingresso simbolico in un nuovo anno di vita.
Accanto ai riti tradizionali, in entrambi i Paesi si rafforza la dimensione urbana e commerciale del Capodanno. Centri commerciali, ristoranti e strutture ricettive registrano un aumento significativo delle presenze, mentre le grandi metropoli diventano palcoscenici di eventi pensati per attrarre giovani e turisti. In Giappone, pur mantenendo un tono più sobrio rispetto ad altre capitali mondiali, le città offrono iniziative culturali e illuminazioni speciali, mentre in Sud Corea l’approccio è più festoso, con countdown pubblici e spettacoli multimediali che riflettono la forte vocazione tecnologica del Paese.
Il Capodanno in Giappone e Sud Corea evidenzia così due modelli culturali distinti ma accomunati da un forte senso di continuità storica. Le celebrazioni non rappresentano soltanto un momento di festa, ma un passaggio simbolico che rafforza i legami familiari, rinnova l’identità collettiva e scandisce il rapporto tra individuo e comunità. In un contesto di società altamente sviluppate e proiettate verso il futuro, il mantenimento di rituali antichi dimostra come la tradizione continui a svolgere un ruolo centrale nel definire il senso del tempo e del cambiamento, rendendo il Capodanno uno degli appuntamenti più significativi dell’anno sia in Giappone sia in Sud Corea.

Commenti