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Borse europee in rialzo spinte dall’attesa di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina: Milano chiude a +0,5 per cento

Le principali borse europee hanno chiuso la seduta in territorio positivo, sostenute dall’ottimismo generato dalle indiscrezioni su un possibile accordo tra Stati Uniti e Cina che potrebbe porre fine alle tensioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali. A Milano l’indice Ftse Mib ha registrato un rialzo dello 0,5 per cento, in linea con gli altri listini del Vecchio Continente, in una giornata segnata da un clima di fiducia diffusa e da una riduzione della volatilità sui mercati. Gli investitori sembrano credere che un’intesa tra Washington e Pechino possa riattivare gli scambi internazionali e dare respiro all’industria globale, penalizzata da mesi di dazi e restrizioni tecnologiche.


L’attesa dell’accordo riguarda principalmente i settori tecnologico, agricolo e manifatturiero, con particolare attenzione alle forniture di semiconduttori, ai prodotti agroalimentari americani e ai componenti industriali. Le fonti vicine ai negoziati indicano che le parti stanno lavorando a una riduzione progressiva delle tariffe reciproche e alla definizione di un piano comune di cooperazione economica. La sola prospettiva di un’intesa ha avuto un effetto immediato sulle borse, con l’Europa che ha beneficiato di un miglioramento del clima generale e di un rinnovato interesse per i titoli ciclici, tradizionalmente sensibili al commercio internazionale.


Sul listino milanese i guadagni sono stati trainati dai titoli bancari e industriali. Le principali banche italiane hanno chiuso in rialzo grazie al calo della tensione sui mercati obbligazionari e alla prospettiva di un miglioramento del contesto macroeconomico globale. Bene anche i titoli legati al settore auto e lusso, che risentono positivamente della ripresa dei consumi e del possibile aumento delle esportazioni verso l’Asia. Tra le società più attive figurano i gruppi energetici, sostenuti da un moderato recupero del prezzo del petrolio dopo settimane di flessioni.


Anche gli altri principali listini europei hanno mostrato segnali di forza. A Francoforte il Dax ha guadagnato circa lo 0,7 per cento, trainato dalle grandi aziende esportatrici, mentre Parigi e Madrid si sono attestate intorno a un incremento dello 0,5 per cento. Londra ha beneficiato della stabilità della sterlina e delle attese su una possibile pausa della politica restrittiva della Banca d’Inghilterra, fattore che ha dato ossigeno ai titoli finanziari. Nel complesso, la giornata è stata caratterizzata da un ritorno degli acquisti diffusi e da una maggiore propensione al rischio, segnale che il mercato sta tornando a scommettere sulla crescita globale.


Il clima di fiducia è stato favorito anche dall’andamento positivo di Wall Street, dove gli indici americani hanno aperto in rialzo sostenuti dai buoni risultati trimestrali di alcune grandi aziende tecnologiche. L’attenzione resta puntata sulle prossime mosse della Federal Reserve, che nelle ultime settimane ha ribadito la volontà di mantenere una linea prudente per contrastare l’inflazione senza soffocare la crescita. Gli analisti ritengono che la prospettiva di una stabilizzazione dei tassi possa rappresentare un ulteriore elemento di supporto per le borse, in particolare per i settori a maggiore leva finanziaria.


Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si mantiene stabile intorno ai 135 punti base, segnale che i mercati non percepiscono al momento rischi specifici legati all’Italia. Il rendimento del decennale resta ancorato al 3,7 per cento, in calo rispetto ai giorni precedenti, mentre il tasso tedesco di pari scadenza si attesta poco sopra il 2 per cento. Il mercato dei titoli di Stato sembra beneficiare di una fase di relativa tranquillità, con flussi di capitale che si stanno spostando gradualmente verso gli asset più rischiosi.


Anche il mercato valutario mostra segnali di stabilità. L’euro si muove poco sopra quota 1,08 sul dollaro, mentre lo yen resta debole a causa della politica ultra-accomodante della Banca del Giappone. Il petrolio recupera terreno, con il Brent tornato sopra gli 83 dollari al barile, spinto dalle prospettive di aumento della domanda asiatica e dalle tensioni in Medio Oriente. L’oro, tradizionale bene rifugio, flette leggermente a 2.010 dollari l’oncia, in linea con la ritrovata propensione al rischio degli investitori.


Gli operatori guardano ora con attenzione agli sviluppi del negoziato tra Stati Uniti e Cina, considerato un fattore determinante per l’equilibrio dei mercati globali. L’eventuale annuncio di un accordo formale nei prossimi giorni potrebbe rafforzare ulteriormente il trend positivo delle borse europee, mentre un rallentamento delle trattative rischierebbe di riportare incertezza e volatilità sui mercati internazionali.

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