Borse europee caute, Piazza Affari chiude in flessione: Campari sotto pressione dopo il sequestro delle azioni Lagfin
- piscitellidaniel
- 3 nov 2025
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La seduta borsistica del 3 novembre si è chiusa all’insegna della cautela per i principali listini europei, in un contesto di incertezza dominato dalle tensioni geopolitiche, dall’andamento contrastato dei dati macroeconomici e dalle attese per le prossime decisioni delle banche centrali. A Milano, Piazza Affari ha registrato una lieve flessione, penalizzata dalle vendite su alcuni titoli del comparto industriale e dei beni di consumo, con il caso Campari che ha attirato l’attenzione degli investitori dopo il sequestro di una parte delle azioni Lagfin, la holding della famiglia Garavoglia che controlla il gruppo.
L’indice Ftse Mib ha chiuso la giornata in calo dello 0,4%, attestandosi poco sopra i 34.500 punti, in linea con la tendenza negativa degli altri listini continentali. Parigi ha segnato una contrazione dello 0,3%, Francoforte dello 0,2%, mentre Londra è rimasta sostanzialmente stabile. Gli operatori hanno preferito un atteggiamento prudente, in attesa dei nuovi dati sull’inflazione statunitense e delle prossime indicazioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea. La volatilità resta moderata, ma la mancanza di catalizzatori positivi e le prese di beneficio dopo i recenti rialzi hanno favorito movimenti contenuti ma diffusi in territorio negativo.
A catalizzare l’attenzione su Piazza Affari è stata Campari, che ha registrato un calo di oltre il 3% dopo la notizia del sequestro, disposto dalla Procura di Milano, di una parte delle azioni Lagfin, la società lussemburghese che detiene circa il 65% del capitale del gruppo. L’iniziativa giudiziaria, legata a un’indagine su presunte irregolarità fiscali, non coinvolge direttamente la società operativa né i vertici aziendali, ma ha generato immediato nervosismo tra gli investitori. La società ha precisato in una nota che le attività operative e industriali del gruppo non subiranno alcun impatto e che la governance resterà invariata. Tuttavia, il mercato ha reagito con una vendita generalizzata del titolo, che ha inciso sul comparto del lusso e dei beni di consumo italiani.
Al di là del caso specifico, la giornata borsistica è stata influenzata anche dai segnali di rallentamento provenienti dall’economia europea. I dati PMI dell’area euro hanno confermato un quadro di crescita debole, con la manifattura in contrazione e il settore dei servizi che mostra segni di affaticamento. L’inflazione in leggero calo ha alimentato l’ipotesi di una pausa prolungata della BCE nella politica dei tassi, ma la prospettiva di una ripresa ancora lontana ha frenato l’ottimismo degli investitori. Il comparto bancario, tradizionalmente sensibile alle dinamiche dei tassi di interesse, ha chiuso in territorio misto: Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno limitato i danni, mentre Bper Banca e Banco BPM hanno perso terreno dopo le recenti corse al rialzo.
Nel settore industriale, performance contrastate per i principali gruppi: Eni e Saipem hanno registrato lievi rialzi sostenuti dal recupero del prezzo del petrolio, tornato sopra gli 88 dollari al barile dopo la riduzione delle scorte statunitensi. Enel ha guadagnato l’1,2% grazie alle attese positive sul piano strategico di riduzione del debito e al potenziamento delle attività rinnovabili. Debole invece Leonardo, penalizzata da prese di profitto dopo i recenti guadagni e da un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza geopolitica.
Nel comparto dei beni di consumo, oltre a Campari, hanno sofferto anche Ferrari e Moncler, con ribassi intorno all’1%. Gli analisti segnalano che la combinazione tra euro forte e rallentamento della domanda in Asia sta pesando sui margini di profitto delle aziende del lusso. Sul fronte tecnologico, STMicroelectronics ha mostrato un lieve rimbalzo, sostenuta dal recupero dei titoli tech americani dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di Apple e Microsoft, che hanno superato le attese degli analisti.
Fuori dal listino principale, gli occhi degli investitori restano puntati su MPS, che continua a registrare scambi vivaci dopo le indiscrezioni su nuove mosse del Tesoro per la cessione di quote residue. Il titolo ha chiuso in lieve rialzo, segnale che il mercato percepisce una stabilizzazione della banca senese dopo anni di incertezze.
Lo scenario internazionale continua a condizionare i mercati. Le tensioni in Medio Oriente e i timori di un’escalation nel Mar Rosso hanno riacceso la volatilità sui mercati delle materie prime, con il prezzo del gas in risalita a 38 euro per megawattora e l’oro che si mantiene sopra quota 2.000 dollari l’oncia, segnale della ricerca di beni rifugio da parte degli investitori. Gli analisti sottolineano che il contesto globale resta fragile: le prospettive di rallentamento della crescita mondiale si intrecciano con la necessità delle banche centrali di bilanciare la lotta all’inflazione con il rischio di recessione.
L’attenzione resta rivolta anche ai dati macroeconomici americani, che determineranno le prossime mosse della Federal Reserve. Le ultime dichiarazioni di Jerome Powell hanno rafforzato l’idea che la banca centrale potrebbe mantenere i tassi invariati ancora per diversi mesi, ma il mercato obbligazionario continua a prezzare un possibile taglio nella seconda metà del 2025. I rendimenti dei titoli di Stato europei sono rimasti stabili, con il BTP decennale italiano che si attesta al 4,35% e lo spread rispetto al Bund tedesco in area 155 punti base, segnale di relativa calma sui mercati del debito.
In questo contesto di equilibrio precario, gli operatori si attendono una settimana caratterizzata da scambi contenuti e movimenti guidati dai risultati trimestrali e dalle prospettive macroeconomiche. La seduta odierna conferma una fase di transizione per i mercati europei, dove la prudenza degli investitori si traduce in volumi ridotti e scarsa propensione al rischio. Per Piazza Affari, la tenuta dei livelli attuali dipenderà dalla stabilità del comparto bancario e dall’evoluzione del caso Campari, che continuerà a influenzare il sentiment degli operatori nelle prossime giornate di contrattazione.

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