Borse asiatiche contrastate: Tokyo e Shanghai in rialzo, cautela sui mercati in attesa dei dati economici globali
- piscitellidaniel
- 13 nov
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Le borse asiatiche chiudono una seduta dai toni contrastanti, segnale di una fase di transizione in cui gli investitori restano divisi tra l’ottimismo per la stabilità macroeconomica e la prudenza legata alle prossime decisioni delle banche centrali. Tokyo e Shanghai si distinguono per performance positive, mentre gli altri principali listini della regione, da Hong Kong a Seul, mostrano debolezza e movimenti laterali. L’andamento complessivo riflette un contesto di attesa, in cui i mercati valutano l’evoluzione della politica monetaria globale, i segnali provenienti dall’economia cinese e le prospettive di crescita per il 2025.
L’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo di oltre un punto percentuale, superando i 38.500 punti, sostenuto dal recupero del comparto tecnologico e dal rafforzamento del dollaro sullo yen. Gli investitori giapponesi continuano a scommettere sulla ripresa della domanda interna e sull’espansione delle esportazioni, favorite da una valuta debole che aumenta la competitività delle aziende manifatturiere. Il settore elettronico, in particolare, beneficia del trend positivo dei semiconduttori a livello globale, con titoli come Sony, Tokyo Electron e Advantest in netto progresso. Anche le società del settore automobilistico, tra cui Toyota e Honda, hanno registrato acquisti consistenti grazie alle prospettive di aumento della produzione e all’espansione sui mercati asiatici emergenti.
A sostenere la borsa di Tokyo è stato anche l’atteggiamento prudente della Bank of Japan, che ha confermato la politica monetaria ultra-accomodante e il mantenimento dei tassi di interesse ai minimi storici. Il governatore Kazuo Ueda ha ribadito che la priorità resta consolidare una crescita dei salari stabile e sostenibile prima di procedere a qualsiasi rialzo dei tassi, rassicurando così i mercati. La decisione ha contribuito a mantenere alta la liquidità e a sostenere il mercato azionario, già favorito dagli investimenti esteri in cerca di rendimenti in un contesto globale di crescente allentamento monetario.
In Cina, la giornata si è chiusa positivamente con l’indice di Shanghai in rialzo dello 0,7%, grazie ai segnali incoraggianti provenienti dal settore industriale e dalla politica economica di Pechino. Gli investitori hanno accolto favorevolmente i nuovi interventi del governo a sostegno dell’economia reale, in particolare gli incentivi alla produzione manifatturiera e gli aiuti al comparto immobiliare, ancora in difficoltà. Le autorità cinesi hanno annunciato un piano di credito agevolato per sostenere i costruttori in crisi e stimolare la domanda di abitazioni, una mossa che ha ridato fiducia ai mercati dopo mesi di incertezza.
Il governo cinese, pur mantenendo un approccio prudente, sembra deciso a contrastare il rallentamento della crescita con misure mirate e con una maggiore flessibilità fiscale. L’obiettivo dichiarato è garantire una crescita del PIL intorno al 5% nel 2025, attraverso il rafforzamento degli investimenti pubblici e la promozione dell’innovazione tecnologica. Gli analisti sottolineano tuttavia che la ripresa cinese rimane fragile, condizionata dalla debolezza dei consumi interni e dalla contrazione del mercato immobiliare, che continua a pesare sulla fiducia delle famiglie e degli operatori.
A Hong Kong, invece, la seduta si è chiusa in leggero calo, penalizzata dal settore immobiliare e dalle vendite sui titoli tecnologici. L’indice Hang Seng ha perso lo 0,4%, risentendo delle prese di profitto dopo i guadagni delle settimane precedenti e della cautela degli investitori internazionali, ancora preoccupati per l’instabilità geopolitica nella regione. Anche il mercato sudcoreano ha mostrato debolezza, con l’indice Kospi in flessione dello 0,6%, appesantito dal calo dei titoli dei produttori di chip, dopo i dati deludenti sulle esportazioni di ottobre.
L’andamento divergente dei mercati asiatici riflette anche le incertezze legate al quadro macroeconomico globale. L’attenzione è rivolta ai prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti e in Europa, che potrebbero influenzare le scelte di politica monetaria della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea. I mercati scontano ormai un rallentamento del ciclo dei tassi, ma restano in attesa di conferme concrete. La prospettiva di un’inflazione sotto controllo e di una graduale riduzione del costo del denaro alimenta la speranza di una ripresa coordinata, ma gli operatori restano cauti, consapevoli che le banche centrali non intendono abbandonare del tutto la linea prudente adottata negli ultimi due anni.
Anche il mercato delle materie prime ha contribuito a condizionare l’umore degli investitori asiatici. Il prezzo del petrolio è rimasto stabile intorno agli 82 dollari al barile, sostenuto dal taglio della produzione da parte dei Paesi OPEC+ e dalla riduzione delle scorte statunitensi. Tuttavia, la domanda globale di energia resta incerta, soprattutto alla luce del rallentamento della crescita in Europa e in Cina. Il prezzo dell’oro, tradizionale bene rifugio, è salito leggermente sopra i 2.360 dollari l’oncia, segnale che il mercato mantiene un atteggiamento difensivo in attesa di nuovi indicatori macroeconomici.
Sui mercati valutari, lo yen si è indebolito ulteriormente, scendendo ai minimi da due mesi rispetto al dollaro, a 152,40, mentre il renminbi cinese è rimasto stabile contro la valuta americana. La debolezza dello yen, pur favorendo le esportazioni giapponesi, alimenta il rischio di ulteriori tensioni con i partner commerciali, che temono distorsioni competitive.
Gli analisti internazionali ritengono che la fase di volatilità delle borse asiatiche possa proseguire nel breve periodo, ma vedono segnali positivi per il medio termine. La resilienza delle economie regionali, la ripresa della produzione industriale e l’allentamento della pressione inflazionistica lasciano intravedere prospettive di crescita più solide per il 2025. Le politiche monetarie accomodanti e i piani di stimolo di Cina e Giappone potrebbero agire come fattori di stabilizzazione, sostenendo gli scambi e gli investimenti.
La giornata si conclude quindi con un quadro misto ma tendenzialmente costruttivo per i mercati asiatici. Tokyo e Shanghai si confermano poli di forza, mentre Hong Kong e Seul mostrano maggiore prudenza. Gli operatori restano in attesa dei prossimi dati economici globali e delle mosse delle banche centrali, che definiranno l’andamento dei mercati nella fase finale dell’anno e nei primi mesi del 2025.

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