Boom delle carte di credito: italiani sempre più indebitati
- Giuseppe Politi

- 16 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Nel 2025, il ricorso al credito al consumo in Italia vive una nuova fase di espansione. A trainare il fenomeno non sono solo le classiche carte di credito, ma soprattutto le formule “Buy Now, Pay Later” (BNPL), ovvero i sistemi che consentono di rateizzare piccoli acquisti online o nei punti vendita fisici, senza interessi apparenti. Una dinamica che, se da un lato sostiene i consumi in un contesto di inflazione residua e stagnazione salariale, dall’altro solleva interrogativi crescenti sulla sostenibilità del debito privato.
Le abitudini di spesa sono cambiate: milioni di italiani utilizzano app e piattaforme per frammentare pagamenti su 3 o 4 rate, spesso senza percepire la natura creditizia dell’operazione. L’immediatezza dell’approvazione, l’assenza di interessi espliciti e la comunicazione orientata al vantaggio emotivo hanno reso il BNPL popolare anche tra i giovani e i redditi medio-bassi. In molti casi, però, si accumulano micro-debiti simultanei, non monitorati in modo sistemico né visibili nelle banche dati ufficiali.
In parallelo, le carte revolving e le carte di credito tradizionali tornano a crescere in diffusione, favorite da promozioni, premi fedeltà e sistemi di cashback. Il plafond medio resta contenuto, ma la frequenza d’uso aumenta. Alcune famiglie utilizzano le carte per coprire spese ricorrenti – bollette, spese mediche, rate scolastiche – posticipando i pagamenti al mese successivo o scegliendo la rateizzazione flessibile.
Il combinato disposto di queste dinamiche ha generato un aumento del debito a breve termine delle famiglie italiane. Seppur ancora inferiore alla media europea in termini assoluti, l’indebitamento per consumi cresce più rapidamente rispetto al reddito disponibile. La cultura della rateizzazione, una volta limitata ad auto e immobili, si è estesa a elettrodomestici, tecnologia, abbigliamento, persino spesa alimentare.
I rischi sono molteplici. Il primo è la perdita di controllo: la frammentazione dei debiti su più canali e app rende difficile avere un quadro chiaro della propria esposizione. Il secondo è il deterioramento della capacità di risparmio: molte famiglie rinunciano all’accantonamento mensile per far fronte alle rate. Il terzo riguarda le tensioni nei bilanci familiari: in caso di imprevisti, anche un piccolo cumulo di rate può generare ritardi, segnalazioni e accesso limitato al credito futuro.
Le autorità di vigilanza iniziano a monitorare il fenomeno con maggiore attenzione. Alcuni operatori BNPL sono stati invitati a rafforzare i meccanismi di verifica della solvibilità, a fornire informazioni più chiare sui costi reali e ad allinearsi ai requisiti informativi previsti per gli operatori di credito tradizionali. Tuttavia, il settore resta in parte fuori dal perimetro regolatorio, creando un'area grigia su cui servirebbe maggiore armonizzazione normativa.
Il 2025 segna così un passaggio culturale: dal credito come strumento eccezionale al credito come estensione ordinaria della capacità di spesa. Un paradigma che può sostenere i consumi e facilitare l’accesso a beni e servizi, ma che necessita di un uso consapevole, di educazione finanziaria diffusa e di una regolamentazione coerente. Perché la libertà di pagare in seguito non si trasformi in dipendenza finanziaria cronica.




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