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Barilla inaugura a Parma un nuovo centro R&S: 20 milioni di euro, 200 professionisti e la sfida dell’alimentare del futuro

Il Gruppo Barilla ha inaugurato a Parma un nuovo centro di ricerca e sviluppo che segna un’autentica pietra miliare nella strategia di innovazione dell’azienda. Il progetto prevede un investimento iniziale nell’ordine dei venti milioni di euro per la realizzazione dell’hub, che ospiterà oltre duecento professionisti tra tecnologi alimentari, ricercatori, ingegneri, food designer, assaggiatori e chef. La nuova struttura – dislocata in prossimità dello stabilimento storico del gruppo – non è solo un ampliamento, ma rappresenta un cambio di paradigma: il centro vuole essere il motore di progettazione del “cibo del domani”, capace di integrare sostenibilità, tecnologia, nutrizione e design in un contesto industriale moderno.


La scelta di collocare l’iniziativa a Parma è coerente con la vocazione storica dell’azienda e con la geografia del “food valley” emiliano-romagnola. Il sito sarà accanto al molino, pastificio e agli uffici centrali del gruppo, consentendo sinergie dirette tra produzione, ricerca e sperimentazione. Su una superficie di circa quattordicimila metri quadrati – l’equivalente approssimativo di due campi da calcio – verranno allestiti laboratori all’avanguardia, impianti pilota, cucine sperimentali, showroom per il prodotto, spazi per la formazione e aree dedicate alla sensoristica e alla prototipazione. L’obiettivo è creare un ambiente versatile dove collaborino ricerca interna, giovani talenti e start-up dell’agrifood tech, in un modello “open innovation”.


Dal punto di vista operativo il centro si articola su più linee: sviluppo prodotto e packaging, agricoltura e filiera, sostenibilità e digitalizzazione, tecnologie industriali di processo. In primo luogo la linea sviluppo prodotto mira a progettare nuove referenze – pasta, sughi, prodotti da forno – che rispondano alle evoluzioni dei consumi e alle richieste di salubrità, praticità e ambientale. Attraverso impianti pilota i prototipi potranno essere testati su scala ridotta prima della produzione industriale. In secondo luogo la filiera agricola entra in modo sempre più integrato: monitoraggio delle materie prime, tracciabilità, agricoltura di precisione, collaborazioni con università e start-up per ridurre l’impronta ambientale e migliorare la competitività. Terzo aspetto chiave è la sostenibilità: l’azienda intende ridurre l’utilizzo di acqua, energia, materie prime ad alto impatto e puntare su materiali di imballaggio innovativi e riciclabili. Infine, la digitalizzazione e l’industria 4.0 trovano spazio attraverso sistemi di sensoristica, intelligenza artificiale, logistica automatizzata e data analytics applicata al processo alimentare.


Il nuovo polo di ricerca è concepito anche come catalizzatore per le competenze. Sono previste assunzioni di figure altamente specializzate, tra cui giovani laureati e dottorandi, oltre a un programma di internship per consentire un ricambio generazionale e l’innesto di nuovi talenti. L’azienda ha già avviato collaborazioni con oltre ottanta partner tra università e centri di ricerca italiani e internazionali, consentendo un flusso continuo di conoscenza, scambio e co-sviluppo. Il modello “Open Innovation” adottato dal gruppo prevede che start-up agrifood e tech siano ospitate o integrate nei progetti del centro, favorendo la contaminazione tra idee e applicazione industriale. Il modello intende inoltre accelerare il time to market delle nuove referenze e rafforzare la differenziazione sul piano competitivo.


Dal punto di vista del mercato e della concorrenza, l’investimento assume una doppia funzione. All’esterno serve a consolidare il posizionamento dell’azienda italiana nella competizione globale del settore alimentare, contraddistinto da forti spinte verso salubrità, sostenibilità e personalizzazione del prodotto. All’interno, consente al gruppo di presidiare meglio l’intero ciclo produttivo: dalla materia prima alla tavola, passando per la ricerca, la prototipazione e la produzione su larga scala. In un mondo in cui i consumatori chiedono trasparenza, tracciabilità e innovazione, avere un centro dedicato alla ricerca consente di rispondere più tempestivamente ai cambi di scenario: nuove abitudini alimentari, regolamentazione sempre più evoluta e pressioni ambientali diventano fattori competitivi decisivi.


La struttura assume anche un’importante dimensione territoriale e simbolica. Il radicamento a Parma, città riconosciuta come capitale alimentare italiana e sede di istituti di ricerca, universitari e centri tecnologici, rafforza l’identità dell’azienda e del territorio come polo dell’innovazione agroalimentare. Per il tessuto locale l’investimento rappresenta un’opportunità: oltre all’occupazione diretta, genererà attività per fornitori, start-up, università, istituti tecnici, oltre ad attrarre investitori e competenze. Il modello diventato operativi nel nuovo centro potrà inoltre essere esportato in altri stabilimenti del gruppo e favorire la connessione con la filiera globale.


Un aspetto particolarmente significativo riguarda la sostenibilità ambientale e sociale, che sono diventati elementi centrali della strategia. Il nuovo polo è progettato con criteri energetici avanzati, con sistemi di recupero, monitoraggio ambientale e processi progettati per minimizzare scarti e emissioni. Il fine è anche promuovere un’alimentazione più sana e responsabile, affrontando temi quali la dieta, l’impatto delle materie prime, il packaging e l’economia circolare. Questo approccio consente all’azienda di rispondere non solo alle esigenze del mercato, ma anche alle aspettative delle istituzioni, dei consumatori e degli stakeholder in materia di responsabilità sociale d’impresa.


La visione industriale dietro l’investimento è quella di rafforzare il capitale immateriale: competenze, dati, processi e marchio, oltre agli asset produttivi tradizionali. In un contesto globale che richiede resilienza, velocità di innovazione e capacità di anticipare le tendenze, la creazione di un hub dedicato alla ricerca e sviluppo diventa un fattore di differenziazione e di crescita. Il polo di Parma è concepito come cuore dell’innovazione del gruppo, in cui convergono esperienza, tecnologie, talenti e filiera, trasformando l’idea del “brand della pasta” in una piattaforma di sviluppo industriale e culturale.

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