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Accordo storico tra UE e Regno Unito: nuova cooperazione su difesa, commercio e mobilità giovanile

Il 19 maggio 2025, l'Unione Europea e il Regno Unito hanno ufficializzato un accordo che segna una svolta significativa nelle relazioni post-Brexit. Durante il primo vertice formale dal 2020, tenutosi a Londra, il primo ministro britannico Keir Starmer e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen hanno annunciato una serie di intese che spaziano dalla difesa al commercio, fino alla mobilità giovanile.


Difesa e sicurezza: accesso al fondo europeo

Uno dei pilastri dell'accordo è la creazione di un partenariato strategico in materia di difesa e sicurezza. Questo permetterà alle industrie britanniche di accedere al fondo europeo per la difesa, del valore di 150 miliardi di euro, destinato all'acquisto di equipaggiamenti militari, con particolare attenzione al supporto all'Ucraina. L'intesa rappresenta un passo avanti nella cooperazione europea in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e dalla necessità di rafforzare la sicurezza collettiva.


Commercio: riduzione delle barriere e semplificazione doganale

Sul fronte commerciale, l'accordo prevede la riduzione dei controlli doganali su prodotti alimentari e agricoli, facilitando l'esportazione di beni come carne e latticini tra Regno Unito e UE. Questa misura mira a contrastare il calo del 21% degli scambi commerciali registrato dopo la Brexit, alleviando le difficoltà affrontate da esportatori e importatori a causa delle nuove barriere non tariffarie.


Pesca: estensione dell'accesso alle acque britanniche

In un settore tradizionalmente delicato come la pesca, l'accordo estende per 12 anni l'accesso dei pescherecci europei alle acque britanniche, fino al 2038. Questa decisione è stata accolta con favore da diversi Stati membri dell'UE, in particolare dalla Francia, ma ha suscitato critiche in alcune regioni del Regno Unito, dove è percepita come una concessione eccessiva.


Mobilità giovanile: nuove opportunità per under 30

L'intesa introduce un programma di mobilità giovanile che consentirà ai cittadini sotto i 30 anni di vivere e lavorare temporaneamente nel territorio dell'altra parte. Sebbene non equivalga al ritorno della libertà di movimento pre-Brexit, questa misura rappresenta un passo significativo nel rafforzare i legami culturali e professionali tra le nuove generazioni di europei e britannici.


Reazioni politiche: tra consenso e critiche

Il primo ministro Starmer ha definito l'accordo un "win-win", sottolineando i benefici economici e strategici per il Regno Unito. Tuttavia, l'intesa ha incontrato l'opposizione dei partiti pro-Brexit, come il Reform UK e i Conservatori, che la considerano un tradimento dei principi della Brexit, temendo un ritorno sotto l'influenza dell'UE. Nonostante le critiche, Starmer ha ribadito che il Regno Unito non tornerà nel mercato unico né nell'unione doganale, mantenendo la propria sovranità commerciale e legislativa.


Prospettive future: verso una cooperazione pragmatica

L'accordo segna un importante passo verso la normalizzazione delle relazioni tra UE e Regno Unito, aprendo la strada a una cooperazione più pragmatica e meno ideologica. Le due parti hanno dimostrato la volontà di superare le tensioni post-Brexit, concentrandosi su interessi comuni in settori chiave come la sicurezza, il commercio e la mobilità giovanile. Resta da vedere come queste intese influenzeranno le dinamiche politiche interne e le future negoziazioni tra le due sponde della Manica.

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