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Zelensky invita Trump in Ucraina: “Vieni a vedere i massacri con i tuoi occhi”

Un appello diretto dopo la strage di Sumy

Domenica delle Palme, la città ucraina di Sumy è stata colpita da un devastante attacco missilistico russo che ha causato la morte di almeno 34 civili, tra cui due bambini, e oltre 80 feriti. Due missili balistici hanno colpito il centro cittadino, uno dei quali è esploso vicino a un affollato filobus, provocando una scena di distruzione e caos. Le immagini dei corpi a terra e dei soccorritori impegnati tra le macerie hanno fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e condanna internazionale.​


In questo contesto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invitandolo a visitare l'Ucraina per vedere personalmente le conseguenze dell'invasione russa. In un'intervista al programma "60 Minutes" della CBS, Zelensky ha dichiarato: "Per favore, prima di prendere qualsiasi decisione o avviare negoziati, vieni a vedere con i tuoi occhi le persone, i civili, i soldati, gli ospedali, le chiese, i bambini distrutti o morti". ​


La risposta di Trump e le critiche internazionali

Il presidente Trump ha definito l'attacco a Sumy "una cosa orribile", ma ha anche suggerito che potrebbe essere stato "un errore", senza condannare esplicitamente la Russia. Questa posizione ha suscitato critiche da parte di funzionari ucraini e internazionali, che hanno sottolineato la necessità di riconoscere la responsabilità russa nell'aggressione. ​


Il Cremlino ha negato di aver preso di mira civili, affermando che l'esercito russo colpisce solo obiettivi militari. Tuttavia, il ministero della Difesa russo ha ammesso la possibilità di vittime civili, attribuendo la colpa all'Ucraina per aver posizionato infrastrutture militari in aree densamente popolate. ​


Tensioni tra Zelensky e l'amministrazione Trump

Le relazioni tra Zelensky e l'amministrazione Trump sono state tese, soprattutto dopo un incontro alla Casa Bianca in cui il vicepresidente JD Vance ha accusato Zelensky di mancare di rispetto agli americani. Zelensky ha risposto sottolineando che Putin aveva già violato accordi precedenti, come l'invasione della Crimea nel 2014. ​


Inoltre, Zelensky ha espresso preoccupazione per la diffusione di narrazioni russe negli Stati Uniti, criticando l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, per aver affermato che alcune regioni ucraine avevano "votato" per unirsi alla Russia, riferendosi a referendum considerati illegittimi dalla comunità internazionale. ​


Preoccupazioni per il sostegno americano all'Ucraina

Zelensky ha manifestato frustrazione per la diminuzione degli aiuti militari statunitensi, affermando che l'assistenza è "praticamente cessata". Ha anche sottolineato la volontà dell'Ucraina di acquistare sistemi di difesa aerea Patriot, evidenziando la necessità di supporto per contrastare l'aggressione russa. ​


Il presidente ucraino ha avvertito che se Putin non sarà fermato, il conflitto potrebbe espandersi, minacciando la sicurezza globale. Ha ribadito che l'obiettivo di Putin è la distruzione dell'Ucraina come nazione sovrana e ha esortato la comunità internazionale a riconoscere la gravità della situazione. ​


Reazioni internazionali e prospettive future

L'attacco a Sumy ha suscitato condanne da parte di leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che hanno definito l'attacco un grave crimine di guerra e hanno chiesto azioni più forti per imporre un cessate il fuoco. Anche il primo ministro britannico Keir Starmer e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni hanno denunciato la violenza. ​


Nel frattempo, la Turchia sta organizzando un incontro sulla sicurezza del Mar Nero, mentre aumentano le pressioni internazionali sulla Russia per fermare il conflitto. La situazione rimane tesa, con l'Ucraina che continua a cercare sostegno internazionale per difendere la propria sovranità e integrità territoriale. 

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