Venezuela, Trump ordina il blocco totale delle petroliere sanzionate: nuova stretta su commercio e traffici energetici
- piscitellidaniel
- 17 dic 2025
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Gli Stati Uniti impongono un’ulteriore stretta contro il Venezuela disponendo il blocco totale delle petroliere già sottoposte a sanzioni, con l’obiettivo di interrompere qualsiasi attività commerciale legata al regime di Nicolás Maduro. L’ordine è stato emanato direttamente dal presidente Donald Trump, che ha chiesto alle autorità federali di rafforzare i controlli e impedire la circolazione delle navi coinvolte in operazioni ritenute in violazione delle misure restrittive. Questa iniziativa segna un nuovo irrigidimento della politica americana nei confronti di Caracas, in un momento in cui le tensioni diplomatiche e le pressioni economiche raggiungono livelli particolarmente elevati.
Il provvedimento riguarda un numero significativo di imbarcazioni identificate come strumento per l’esportazione illegale di greggio venezuelano verso mercati che continuano a sostenere l’economia del Paese nonostante le sanzioni internazionali. Le autorità statunitensi ritengono che tali operazioni consentano al governo di Maduro di reperire risorse finanziarie cruciali per la sua sopravvivenza politica, aggirando embargo e restrizioni. Il blocco delle petroliere è quindi interpretato come un passaggio strategico volto a esercitare una pressione diretta sull’apparato economico del regime, privandolo di una delle principali fonti di reddito.
Gli Stati Uniti accusano da tempo il Venezuela di utilizzare reti opache e triangolazioni commerciali per esportare il proprio petrolio, spesso attraverso compagnie di comodo e operazioni di trasbordo in mare aperto. L’ordine di Trump mira a interrompere queste pratiche intervenendo non solo sui vettori marittimi ma anche sulle società di gestione, sugli operatori logistici e sulle compagnie assicurative che facilitano le spedizioni. La misura include inoltre l’estensione della cooperazione con Paesi alleati affinché vengano impediti attracchi, rifornimenti e transiti nelle acque territoriali o nei principali porti internazionali.
Il provvedimento avrà ripercussioni rilevanti sul mercato energetico venezuelano, già duramente colpito dalla crisi delle infrastrutture, dal crollo degli investimenti e dalla drastica riduzione della capacità produttiva. L’industria petrolifera, che rappresenta oltre il 90% delle entrate del Paese, si trova ora di fronte a ulteriori ostacoli che potrebbero aggravare la crisi economica e sociale. Le difficoltà nel collocare il greggio sui mercati internazionali potrebbero infatti tradursi in un’ulteriore riduzione dei flussi finanziari e in una crescente instabilità interna.
Sul piano politico, l’ordine di Trump rientra in una strategia più ampia che mira a delegittimare Maduro e a sostenere le opposizioni, intensificando contemporaneamente la pressione diplomatica presso gli organismi internazionali. Washington ritiene che una stretta sulle esportazioni di petrolio possa accelerare il processo di isolamento del governo venezuelano, spingendolo verso concessioni politiche o verso un cambiamento di leadership. La risposta di Caracas, tuttavia, è orientata alla denuncia del provvedimento come atto di aggressione economica, mentre il governo cerca nuovi canali di scambio attraverso Paesi disposti a mantenere relazioni commerciali nonostante il rischio sanzionatorio.
Le conseguenze della misura si estenderanno anche alle rotte marittime e ai mercati energetici internazionali, soprattutto in un contesto già segnato da volatilità e tensioni geopolitiche. Gli operatori del settore saranno chiamati a rivedere strategie di rischio, assicurazioni e contratti di fornitura, mentre le autorità di controllo dovranno monitorare eventuali tentativi di aggiramento delle sanzioni attraverso nuove modalità di trasporto o triangolazioni più sofisticate.
Il blocco totale delle petroliere sanzionate rappresenta dunque un’ulteriore escalation nella politica statunitense verso il Venezuela, destinata a incidere profondamente sugli equilibri economici del Paese e sulle dinamiche del commercio energetico internazionale. L’iniziativa conferma la volontà di Washington di mantenere una linea di massima rigidità, rafforzando un sistema di sanzioni che negli ultimi anni ha progressivamente isolato Caracas dal circuito economico globale.

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