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Trump e Putin avviano negoziati sull'Ucraina: concessioni e reazioni internazionali

Il 17 febbraio 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'apertura di negoziati diretti con il presidente russo Vladimir Putin per discutere un possibile accordo di pace in Ucraina. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, in particolare per la possibilità di concessioni significative alla Russia, che potrebbero ridefinire l’equilibrio geopolitico globale.


Le possibili concessioni: l'Ucraina fuori dalla NATO?

Secondo fonti vicine ai colloqui, Trump avrebbe segnalato a Putin la "quasi impossibilità" dell'adesione dell'Ucraina alla NATO, una posizione che rappresenterebbe una svolta rispetto alla politica estera statunitense degli ultimi anni. L'ingresso di Kiev nell'Alleanza Atlantica è stato uno dei punti chiave del dibattito sulla sicurezza europea, e la sua eventuale esclusione su richiesta di Mosca potrebbe rappresentare una vittoria diplomatica per il Cremlino.


Inoltre, si ipotizzano accordi per un cessate il fuoco, la definizione di zone di sicurezza e un possibile riconoscimento di alcune aree controllate dai russi nell’est del Paese. Questo scenario preoccupa i partner europei e la leadership ucraina, che temono che gli interessi di Kiev possano essere sacrificati in un negoziato bilaterale tra le due superpotenze.


Reazioni da Kiev: "Non decidete il nostro destino senza di noi"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso forte preoccupazione per la piega che potrebbero prendere i negoziati tra Washington e Mosca. In un comunicato ufficiale, Zelensky ha dichiarato:

"Qualsiasi decisione sul futuro dell'Ucraina deve essere presa con l'Ucraina. Nessun accordo può essere firmato senza il nostro coinvolgimento diretto. La nostra sovranità e integrità territoriale non sono negoziabili."


Il governo di Kiev teme che gli Stati Uniti possano scendere a compromessi per chiudere rapidamente il conflitto, lasciando l’Ucraina con concessioni territoriali che consoliderebbero l’occupazione russa.


Critiche interne all’amministrazione Trump

Negli Stati Uniti, l’iniziativa di Trump ha suscitato polemiche tra esperti di politica estera e membri del Congresso. John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale, ha dichiarato in un'intervista alla CNN:

"Trump sta concedendo troppo, troppo presto. Parlare di negoziati senza che la Russia ritiri le sue truppe significa accettare implicitamente le conquiste territoriali di Putin. Questo potrebbe essere un precedente pericoloso."


Anche alcuni esponenti del Partito Repubblicano si sono detti scettici riguardo alla strategia di Trump, temendo che un accordo prematuro possa minare la credibilità degli Stati Uniti agli occhi dei loro alleati europei.


Reazioni europee e tensioni nella NATO

Le cancellerie europee hanno accolto la notizia con cautela. Alcuni leader, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz, hanno espresso il timore che un accordo negoziato direttamente tra USA e Russia possa escludere l’Europa dal processo decisionale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che "l’Europa deve avere un ruolo centrale nei negoziati e garantire che l’Ucraina non venga abbandonata."


La NATO, dal canto suo, ha ribadito che il sostegno militare a Kiev rimarrà invariato, indipendentemente dagli sviluppi diplomatici. Il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha affermato:


"La sicurezza dell’Europa dipende dall’integrità territoriale dell’Ucraina. Qualsiasi soluzione diplomatica deve basarsi sui principi fondamentali del diritto internazionale."


Il peso delle sanzioni e l'economia russa

Uno degli aspetti chiave dei negoziati riguarda il possibile alleggerimento delle sanzioni economiche contro Mosca. Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina nel 2022, l’Occidente ha imposto restrizioni finanziarie e commerciali senza precedenti alla Russia, colpendo settori strategici come energia, tecnologia e banche.


Trump potrebbe proporre una riduzione graduale delle sanzioni in cambio di concessioni territoriali o di un ritiro parziale delle truppe russe. Tuttavia, questa mossa potrebbe incontrare l'opposizione del Congresso americano, che finora ha sostenuto in maniera bipartisan le restrizioni economiche contro Mosca.


Le prospettive per i negoziati: accordo o stallo?

Sebbene il dialogo tra Trump e Putin rappresenti una novità significativa, la strada per un accordo è ancora lunga e incerta. Tra i punti critici che potrebbero far saltare i negoziati:

  • La resistenza dell’Ucraina ad accettare concessioni territoriali;

  • Il mantenimento delle sanzioni come leva diplomatica;

  • La possibilità che il Congresso USA blocchi un accordo considerato troppo favorevole alla Russia;

  • Le tensioni tra gli alleati NATO su come gestire il futuro del conflitto.

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