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Trump annuncia a Tokyo un viaggio in Cina e la nomina del successore di Powell entro fine anno

Durante la sua visita ufficiale a Tokyo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che si recherà in Cina per incontrare il presidente Xi Jinping e che nominerà entro la fine dell’anno il nuovo presidente della Federal Reserve, in sostituzione di Jerome Powell. L’annuncio, avvenuto nel corso di una conferenza stampa con il primo ministro giapponese, segna un doppio passaggio strategico per la politica americana: un riavvicinamento diplomatico con Pechino e un cambiamento di rilievo nella guida della banca centrale statunitense.


La tappa giapponese rappresenta il primo segmento di un viaggio che ha come obiettivo la riaffermazione della presenza statunitense nell’Indo-Pacifico. Il presidente Trump ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione con il Giappone sul piano della sicurezza e degli scambi commerciali, in un contesto in cui le tensioni con la Cina restano alte. Nelle dichiarazioni rese ai giornalisti, ha ribadito che gli Stati Uniti intendono mantenere la loro leadership nella regione e che la collaborazione con Tokyo rappresenta un pilastro della strategia americana per contrastare l’espansione economica e militare cinese.


Il viaggio in Cina, che dovrebbe avvenire entro poche settimane, avrà come tema centrale la normalizzazione delle relazioni bilaterali dopo mesi di tensioni economiche. Trump ha affermato di voler aprire un nuovo ciclo di dialogo diretto con Xi Jinping per definire un quadro di cooperazione commerciale più stabile e affrontare le questioni legate alla sicurezza delle catene di approvvigionamento, alla produzione di semiconduttori e alla gestione delle risorse energetiche strategiche. Le agenzie economiche statunitensi sono già al lavoro per definire un’agenda che comprenda la revisione dei dazi e la riapertura dei canali di investimento reciproco.


Secondo fonti vicine all’amministrazione, l’incontro con Xi potrebbe avvenire nel corso del vertice dell’APEC previsto per novembre. Trump mira a presentarsi all’appuntamento con una posizione di forza, dopo aver consolidato l’asse con il Giappone e rilanciato il dialogo con la Corea del Sud. La Casa Bianca ritiene che una cooperazione più pragmatica con Pechino possa contribuire a stabilizzare i mercati globali e a ridurre le tensioni che negli ultimi mesi hanno pesato sull’economia mondiale.


Il presidente ha inoltre confermato l’intenzione di nominare entro la fine dell’anno il successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve. Powell, il cui mandato si avvia alla conclusione, ha più volte difeso l’autonomia dell’istituto rispetto alle pressioni politiche, ma Trump intende imprimere un cambio di orientamento alla politica monetaria. Il nome più accreditato per la successione è quello del segretario al Tesoro Scott Bessent, figura vicina al presidente e favorevole a una politica dei tassi d’interesse più accomodante.


La decisione di intervenire sulla leadership della banca centrale ha riflessi significativi anche a livello internazionale. La Federal Reserve ha un ruolo determinante nel definire i flussi di capitale e nel condizionare l’andamento delle principali economie mondiali. Una variazione nella direzione politica o tecnica dell’istituto può avere conseguenze immediate sui mercati finanziari e sulle strategie monetarie di altri Paesi. Trump, consapevole di questo effetto, ha precisato che la scelta del nuovo presidente della Fed terrà conto della necessità di sostenere la crescita economica interna, contenendo al contempo le pressioni inflazionistiche.


Durante il suo intervento a Tokyo, il presidente ha insistito sul concetto di “rinascita americana”, collegando la politica estera e quella economica in un’unica visione di rafforzamento dell’influenza statunitense. Ha dichiarato che il viaggio in Asia rappresenta un’occasione per rilanciare il ruolo degli Stati Uniti come garante di stabilità nella regione e per ridefinire le relazioni economiche con i principali partner. Il rafforzamento della cooperazione con il Giappone e l’apertura verso la Cina sono presentati come due elementi complementari di un piano di equilibrio regionale.


Il Giappone, da parte sua, ha accolto con favore l’annuncio, sottolineando la convergenza di interessi con Washington sul piano della sicurezza e della politica industriale. Il governo di Tokyo considera essenziale il sostegno americano nel contenimento dell’influenza cinese e nella protezione delle rotte commerciali nel Mar Cinese Orientale. I colloqui tra Trump e il primo ministro giapponese hanno toccato anche il tema della cooperazione militare, con la possibilità di un incremento della presenza navale statunitense nelle basi giapponesi.


Le reazioni internazionali all’annuncio del viaggio in Cina sono state immediate. I mercati asiatici hanno registrato un rialzo moderato, segno dell’ottimismo per un possibile allentamento delle tensioni commerciali. Gli analisti ritengono che un incontro diretto tra Trump e Xi possa rappresentare un punto di svolta, ma resta l’incognita sulle condizioni che le due potenze porranno per la ripresa di un dialogo economico stabile. Sullo sfondo, le questioni relative alla sicurezza tecnologica, ai diritti di proprietà intellettuale e alla competizione nel settore delle materie prime critiche restano irrisolte.


La concomitanza tra il viaggio in Asia e la decisione di sostituire Powell mette in evidenza la volontà dell’amministrazione americana di muoversi simultaneamente su due fronti: quello della politica monetaria e quello della diplomazia globale. Trump appare intenzionato a dimostrare che la forza economica e quella geopolitica devono procedere di pari passo, in una visione in cui la stabilità finanziaria interna diventa il presupposto per l’affermazione internazionale degli Stati Uniti.

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