Tasse 2025: l'Italia tra riforme fiscali e sfide europee
- piscitellidaniel
- 26 mag
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La riforma dell'IRPEF: da quattro a tre aliquote
Nel 2025, l'Italia ha avviato una significativa riforma dell'IRPEF, riducendo le aliquote da quattro a tre. Le nuove aliquote sono: 23% per redditi fino a 28.000 euro, 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, e 43% per redditi superiori a 50.000 euro. Questa modifica mira a semplificare il sistema fiscale e a ridurre il carico fiscale per i contribuenti, in particolare per le fasce di reddito medio-basse. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, il beneficio medio annuo per i contribuenti è di circa 190 euro, con risparmi che variano in base al reddito. Per i redditi fino a 15.000 euro, il risparmio è di circa 75 euro, mentre per quelli tra 28.000 e 50.000 euro può arrivare fino a 260 euro. Tuttavia, per i redditi superiori a 50.000 euro, il vantaggio fiscale è stato neutralizzato da un taglio lineare di 260 euro su alcune detrazioni fiscali non sanitarie.
Correzione sugli acconti IRPEF
Inizialmente, la normativa prevedeva che gli acconti IRPEF per il 2025 fossero calcolati secondo le vecchie aliquote a quattro scaglioni, causando un aumento del carico fiscale per i contribuenti. Dopo le proteste di sindacati e CAF, il governo è intervenuto per correggere questa incongruenza, stabilendo che gli acconti IRPEF per il 2025 saranno calcolati secondo le nuove aliquote a tre scaglioni. Questa correzione ha un costo stimato di 245,5 milioni di euro per il 2025, che sarà recuperato l'anno successivo.
Pressione fiscale e confronto europeo
Nonostante le riforme, l'Italia continua a registrare una pressione fiscale elevata rispetto alla media europea. Secondo i dati disponibili, la pressione fiscale in Italia si attesta al 42,9% del PIL, superiore alla media dell'UE. Questo dato colloca l'Italia tra i paesi con il più alto carico fiscale in Europa, insieme a Francia e Belgio.
Aliquote IVA: situazione attuale e prospettive
L'Italia applica un'aliquota IVA standard del 22%, con aliquote ridotte del 10% e del 4% per determinati beni e servizi. Nel contesto europeo, l'aliquota standard italiana è in linea con quella di altri paesi, come la Germania (19%) e la Francia (20%). Tuttavia, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri a razionalizzare le aliquote IVA per ridurre le distorsioni del mercato interno. In risposta, il governo italiano ha annunciato l'intenzione di rivedere le aliquote IVA ridotte, con l'obiettivo di semplificare il sistema e aumentare l'efficienza del gettito fiscale.
Obiettivi futuri e sfide
Il governo italiano ha espresso l'intenzione di proseguire sulla strada della riduzione delle aliquote IRPEF, con particolare attenzione alle classi medie. Il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, ha dichiarato che l'obiettivo è abbassare ulteriormente la tassazione per le classi medie, riconoscendo che l'attuale meccanismo a tre scaglioni le penalizza. Tuttavia, la realizzazione di ulteriori riduzioni fiscali dipenderà dalla disponibilità di risorse finanziarie e dalla capacità di contrastare l'evasione fiscale, che in Italia rappresenta ancora un problema significativo.

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