Tajani rilancia il partenariato Italia-India puntando su economia, innovazione, cultura e corridoi strategici
- piscitellidaniel
- 10 dic 2025
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Il viaggio di Antonio Tajani a Nuova Delhi e Mumbai segna un momento di svolta nelle relazioni bilaterali tra Italia e India, con l’intento dichiarato di consolidare un partenariato strategico sempre più ampio e strutturato. Di fronte a un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, da riorientamenti delle catene globali e dalla necessità per l’Europa di diversificare i propri legami economici e diplomatici, Roma e New Delhi intendono rafforzare i canali di cooperazione in molteplici settori, ben oltre le tradizionali interazioni diplomatiche. Nel corso della visita, Tajani ha incontrato Modi e Jaishankar per fare il punto sull’attuazione del Piano d’azione strategica 2025-2029, un documento che delinea le priorità condivise: evoluzione delle relazioni economiche e commerciali, intensificazione dei flussi di scambio, rafforzamento della cooperazione tecnologica, scientifica e culturale. L’obiettivo dichiarato è creare una relazione che — sottolinea Tajani — non guardi solo al presente, ma guardi avanti, puntando su innovazione, ricerca, transizione energetica, Digital & Industry 4.0, mobilità giovanile e scambi accademici.
Nel corso del Forum economico-commerciale e tecnologico che si è tenuto a New Delhi, Tajani ha descritto l’India come “partner naturale dell’Europa” in un’area — l’Indo-Pacifico — che per Roma ha un’importanza strategica crescente. Ha evidenziato il potenziale di collaborazione in settori ad alto valore aggiunto: energia rinnovabile, tecnologie spaziali e satellitari, industria manifatturiera avanzata, startup, ricerca, infrastrutture, transizione energetica, logistica. E proprio in questa direzione il Piano 2025-29 prevede la creazione di strumenti bilaterali nuovi, programmi di ricerca congiunta, mobilità accademica e scambi tra ecosistemi di innovazione dei due Paesi. Non si tratta solo di aumentare l’export italiano verso l’India né di attrarre investimenti indiani in Italia — benché questi restino obiettivi centrali —, ma di tessere una rete densa di cooperazione tecnico-scientifica, tecnologica e industriale in grado di affrontare le sfide di un’economia globale sempre più competitiva e turbolenta.
Ma l’asse economico e tecnologico è solo una parte della strategia: a margine delle riunioni politiche ed economiche, Tajani ha ribadito la volontà di rilanciare anche la cooperazione culturale e umanistica tra i due Paesi. Italia e India vantano secoli di storia, tradizioni e patrimoni culturali che possono convivere e arricchirsi reciprocamente attraverso il dialogo, la mobilità di giovani, studenti, ricercatori, professionisti, e forme di collaborazione culturale capaci di costruire un ponte duraturo tra due mondi lontani ma complementari. Anche su questo fronte si punta a instaurare un rapporto solido, fondato su rispetto, scambio e interesse comune. In passato già erano stati firmati accordi bilaterali che prevedevano programmi di mobilità e cooperazione culturale – e la missione attuale mira a dare loro nuovo slancio, in un’ottica di lungo periodo.
A rafforzare la dimensione geopolitica del partenariato vi è il progetto di connessione infrastrutturale e commerciale che mette al centro un corridoio strategico: India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC). Si tratta di una visione che mira a collegare l’India all’Europa attraverso Medio Oriente e bacino mediterraneo, creando nuove rotte per merci, energia, investimenti e scambi tecnologici. In questo contesto, l’Italia potrebbe assumere un ruolo da hub europeo verso l’Indo-Pacifico, rafforzando i suoi legami con paesi extra-UE e contribuendo a stabilità e diversificazione nella regione. Tajani ha sottolineato quanto, in un momento caratterizzato da instabilità in Medio Oriente e da pressioni commerciali internazionali, una rete logistica e infrastrutturale intercontinentale rappresenti un asset strategico per entrambe le nazioni.
Tutto ciò riflette una visione di lungo termine: l’intento non è solo quello di incrementare volumi di scambio o firmare contratti a breve termine, ma di costruire un partenariato organico che integri politica, economia, innovazione, cultura, società. Il rapporto tra Italia e India — secondo quanto dichiarato dalla Farnesina — attraversa oggi una fase di trasformazione: da relazioni tradizionali e diplomatiche a un’alleanza strategica complessa, con piani condivisi per affrontare le sfide globali, valorizzare le opportunità reciproche, e promuovere co-sviluppo in ambito economico, tecnologico e culturale. L’Italia guarda all’India non solo come mercato, ma come partner privilegiato per la sua proiezione verso l’Est, in un mondo in cui la capacità di tessere alleanze forti, diversificate e resilienti sarà sempre più importante.

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