Strage di turisti in Kashmir: 28 morti nell’attacco più grave degli ultimi anni
- piscitellidaniel
- 22 apr
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Il 22 aprile 2025, la regione indiana del Kashmir è stata teatro di un attacco armato che ha causato la morte di almeno 28 turisti e il ferimento di oltre 12 persone. L'attentato è avvenuto nella valle di Baisaran, vicino a Pahalgam, una rinomata località turistica a circa 90 chilometri da Srinagar. Secondo le autorità, un gruppo di quattro militanti ha aperto il fuoco sui visitatori, rendendo l'episodio uno dei più gravi attacchi contro civili nella regione negli ultimi anni.
Le vittime dell'attacco provenivano da diversi stati indiani, tra cui Karnataka, Odisha e Gujarat, oltre a due turisti stranieri. L'area di Baisaran, accessibile solo a piedi o a cavallo, ha reso difficili le operazioni di soccorso, costringendo le autorità a impiegare elicotteri per evacuare i feriti.
Il gruppo militante "The Resistance Front" (TRF), affiliato al Lashkar-e-Taiba e con base in Pakistan, ha rivendicato l'attacco. In un messaggio sui social media, il TRF ha giustificato l'azione come una risposta al presunto "cambiamento demografico" nella regione, riferendosi alla politica del governo indiano di assegnare diritti di domicilio a cittadini non originari del Kashmir dopo la revoca dello status speciale della regione nel 2019.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha condannato l'attacco, definendolo un "atto atroce" e promettendo che i responsabili saranno assicurati alla giustizia. Il ministro dell'Interno Amit Shah si è recato a Srinagar per coordinare la risposta delle forze di sicurezza e valutare la situazione.
La comunità internazionale ha espresso solidarietà all'India. Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in visita ufficiale nel paese, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Anche il presidente russo Vladimir Putin e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni hanno condannato l'attacco e manifestato vicinanza al popolo indiano.
L'attacco ha suscitato proteste in diverse aree del Kashmir amministrato dall'India, con manifestazioni che hanno condannato la violenza e chiesto maggiore sicurezza per i civili. Le autorità hanno avviato un'operazione di ricerca per individuare e arrestare i responsabili dell'attentato.
Questo tragico evento evidenzia la persistente instabilità nella regione del Kashmir, contesa tra India e Pakistan, e la necessità di affrontare le tensioni politiche e sociali che alimentano il conflitto. La sicurezza dei civili e la protezione dei diritti umani rimangono priorità fondamentali per garantire la pace e la stabilità nella regione.

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