Staff house e sconto del 30 % sugli affitti: il governo punta a supportare i lavoratori del turismo con misure abitative senza precedenti
- piscitellidaniel
- 1 ott
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Nell’ultima manovra varata dal Consiglio dei Ministri si sono aperti scenari innovativi in materia abitativa per il comparto turistico, con l’obiettivo di alleggerire il peso degli affitti sui lavoratori stagionali e migliorare le condizioni di vita e attrattività del settore. L’idea è quella di intervenire con un piano strutturato di “staff housing”, ovvero alloggi dedicati al personale del turismo e della ristorazione, affiancati da contributi mirati che permettano di applicare canoni calmierati, in media con uno sconto del 30 % rispetto ai valori di mercato. Il fondo stanziato per questo progetto è rilevante: complessivamente 120 milioni di euro su un orizzonte triennale (44 milioni per il 2025, 38 milioni nel 2026 e altri 38 milioni nel 2027), destinati a costruzione, ristrutturazione e contributi agli affitti.
La misura risponde a una criticità ben nota nel settore turistico-ricettivo e nella somministrazione: molti lavoratori, soprattutto stagionali, sono costretti a cercare sistemazioni in località dove i costi degli affitti sono molto alti, rendendo l’offerta lavorativa meno appetibile e generando difficoltà per le imprese nel reperire personale qualificato. In molte destinazioni turistiche l’offerta abitativa a prezzi ragionevoli è scarsa, con la competizione generata dagli affitti brevi che riduce la disponibilità per chi deve restare per un’intera stagione lavorativa.
Il meccanismo previsto prevede due direttrici principali. Da un lato, interventi in conto capitale per la realizzazione, riqualificazione o efficientamento energetico di immobili destinati ad alloggi per lavoratori, per i quali sono previsti stanziamenti specifici. Dall’altro lato, contributi per coprire in parte i costi dei canoni di affitto, con la condizione che gli importi applicati siano almeno il 30 % inferiori rispetto al valore medio del mercato locale. Il vincolo principale è che gli alloggi agevolati debbano essere destinati ai lavoratori per almeno cinque anni, garantendo così una stabilità temporale dell’agevolazione.
L’erogazione dei contributi e la gestione dei bandi avverranno tramite un decreto attuativo che dovrà essere emanato entro trenta giorni dall’adozione del provvedimento, e sono previsti appositi bandi che dettaglieranno criteri di selezione, modalità di accesso e controlli. Si stima che i primi contributi possano essere disponibili già entro l’autunno del 2025, permettendo così alle imprese e ai lavoratori di pianificare con maggiore certezza la stagione turistica.
La misura gode già di un consenso trasversale da parte delle associazioni di categoria del turismo e della ristorazione, che da tempo segnalano la carenza di alloggi come uno dei vincoli strutturali principali nel reclutamento stagionale. Molti operatori guardano con favore a questa misura, auspicando che possa facilitare la mobilità del personale, ridurre i costi dei trasferimenti e rafforzare la qualità del servizio offerto nelle località turistiche. Tuttavia, restano questioni da chiarire e criticità da affrontare affinché l’intervento produca effetti reali e duraturi.
Uno dei punti centrali riguarda la capacità di copertura territoriale della misura: le località turistiche caratterizzate da elevata stagionalità e da costi abitativi elevati saranno quelle dove la domanda è più pressante, ma anche più difficile da soddisfare. Sarà importante che i bandi privilegino progetti in zone svantaggiate o con deficit abitativo per lavoratori non residenti. Altri rischi riguardano la verifica dell’effettivo rispetto del vincolo quinquennale, il monitoraggio dei canoni applicati, la selezione dei beneficiari e la garanzia che le agevolazioni non diventino strumento di speculazione immobiliare.
Anche la suddivisione delle risorse nei tre anni e la continuità del finanziamento rappresentano elementi critici: un piano triennale può essere un buon punto di partenza, ma per consolidare soluzioni abitative stabili potrebbe essere necessario prevedere estensioni o ulteriori stanziamenti futuri. Il settore chiede coerenza e capacità di programmazione a medio termine.
Dal punto di vista delle imprese, per poter accedere ai contributi e realizzare o gestire strutture di staff housing serve che esse dimostrino titolo di disponibilità dell’immobile e impegno nella destinazione a uso lavorativo per il periodo richiesto. Questo implica che molte aziende dovranno attivarsi per reperire immobili, avviare riqualificazioni, adeguare impianti e gestire la convenzione con i lavoratori. Sarà quindi essenziale che il decreto attuativo includa semplificazioni burocratiche, criteri chiari, procedure trasparenti e tempi rapidi di istruttoria, affinché il provvedimento non resti lettera morta.
Il successo della misura potrà influire non solo sulla qualità della vita dei lavoratori, ma anche sulla competitività del settore turistico. Se i costi abitativi verranno attenuati, molte imprese potranno offrire condizioni più attrattive agli addetti stagionali, contribuendo a stabilizzare la forza lavoro, ridurre turnover e migliorare la continuità del servizio ai visitatori. In contesti dove l’offerta turistica è forte e le aspettative dei clienti sono elevate, disservizi legati al personale (difficoltà a reperire addetti, assenze o abbandoni) possono compromettere l’esperienza complessiva.

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