Sgravi fiscali e flat tax al centro del nuovo disegno di legge della Lega sui salari: esclusa la scala mobile
- piscitellidaniel
- 6 mag 2025
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La Lega ha ufficializzato l’intenzione di depositare un disegno di legge organico per il rilancio dei salari attraverso una strategia basata su sgravi fiscali e sull’estensione della flat tax. Il provvedimento, che ha l’obiettivo di contrastare la perdita di potere d’acquisto delle famiglie italiane, si colloca all’interno del più ampio quadro di riforme fiscali promosse dal partito di Matteo Salvini. La proposta esclude espressamente ogni ipotesi di reintroduzione della scala mobile, considerata uno strumento superato e potenzialmente destabilizzante per la tenuta dei conti pubblici.
Il disegno di legge arriva in un contesto in cui, secondo i dati diffusi dall’Istat, i salari italiani, nonostante un lieve rimbalzo tendenziale, risultano ancora inferiori dell’8% rispetto al gennaio 2021 in termini di potere reale. L’inflazione ha eroso in modo significativo il valore degli stipendi, mentre i rinnovi contrattuali procedono a rilento. La Lega punta a intervenire su questi due fronti con misure fiscali mirate, rivolte sia ai lavoratori sia alle imprese.
Nel dettaglio, la proposta prevede una serie di sgravi contributivi per le aziende che rinnovano i contratti collettivi nazionali in linea con gli aumenti dell’indice dei prezzi al consumo. Gli incentivi verrebbero modulati in base all’ampiezza dell’adeguamento e alla durata del contratto. Inoltre, sono previsti crediti d’imposta per le imprese che erogano premi di produttività e welfare aziendale in aggiunta alla retribuzione ordinaria.
Elemento cardine della proposta è la flat tax. L’idea del partito è di estendere l’aliquota piatta del 15%, oggi prevista per i titolari di partita IVA nel regime forfettario, anche ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 70.000 euro, prevedendo una deduzione decrescente in base al reddito e un sistema di “no tax area” rafforzata per i redditi più bassi. La misura punta a semplificare il sistema fiscale e a incentivare la crescita della base imponibile, secondo la logica per cui una minore tassazione favorisce l’emersione del lavoro nero e stimola la domanda interna.
Sul fronte opposto, il disegno di legge rifiuta la possibilità di reintrodurre la scala mobile, giudicata dalla Lega uno strumento anacronistico che rischierebbe di alimentare una spirale inflazionistica. Secondo il partito, legare automaticamente i salari all’andamento dei prezzi creerebbe un effetto retroattivo dannoso, sia per la competitività delle imprese, sia per l’equilibrio del bilancio pubblico.
La proposta ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico. Le organizzazioni datoriali, in particolare Confindustria, si sono dichiarate favorevoli alla parte fiscale del provvedimento, pur chiedendo maggiori dettagli sull’impatto degli sgravi sul deficit. I sindacati, invece, chiedono garanzie sul reale aumento delle retribuzioni e lamentano l’assenza di una regia centrale sui rinnovi contrattuali. Sul piano politico, Forza Italia si è detta disponibile a un confronto sulla flat tax, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle accusano la Lega di voler favorire le fasce di reddito medio-alte, trascurando i lavoratori a basso reddito.
Il testo, che sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni, dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti prima dell’approdo in Aula. La Lega ha annunciato l’intenzione di aprire un confronto con tutte le forze parlamentari, auspicando una maggioranza larga a sostegno della proposta. L’obiettivo dichiarato è far approvare il provvedimento entro la fine del 2025, in modo da renderlo operativo già a partire dal gennaio 2026.

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