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Rubio avverte: "Se la guerra in Ucraina non finisce, volteremo pagina"

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile durante la sua visita a Parigi: se non si registreranno progressi tangibili nei negoziati di pace tra Ucraina e Russia entro pochi giorni, gli Stati Uniti potrebbero abbandonare gli sforzi diplomatici in corso. "Non è la nostra guerra", ha dichiarato Rubio, sottolineando che Washington ha molteplici priorità globali e non intende rimanere impantanata in trattative infinite.


Questa posizione rappresenta un cambiamento significativo rispetto all'approccio iniziale dell'amministrazione Trump, che aveva promesso di porre fine al conflitto in Ucraina in tempi rapidi. Ora, l'obiettivo è raggiungere un accordo entro la primavera, ma la pazienza americana sembra esaurirsi.​


Durante i colloqui a Parigi, Rubio ha presentato un quadro per una pace sostenibile, già discusso con le controparti ucraine ed europee, e recentemente condiviso anche con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov . Il piano ha ricevuto un'accoglienza incoraggiante, ma la Russia non ha ancora accettato un cessate il fuoco completo proposto dal presidente Trump.​


Nel frattempo, l'Ucraina ha firmato un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti per un accordo economico che prevede l'accesso americano alle risorse minerarie ucraine, in particolare le terre rare, e la creazione di un fondo congiunto per la ricostruzione. Sebbene il memorandum sia ancora simbolico e privo di dettagli concreti, rappresenta un passo verso una partnership economica più stretta.


Sul fronte militare, la situazione rimane critica. Le forze russe hanno intensificato gli attacchi, colpendo città come Kharkiv e Sumy, causando vittime civili e violando una tregua precedentemente concordata sulle infrastrutture energetiche. Inoltre, l'Ucraina ha imposto sanzioni a tre aziende cinesi, accusandole di fornire armi alla Russia, accusa che Pechino respinge.


Rubio ha ribadito che tutte le parti coinvolte dovranno fare concessioni per raggiungere una pace duratura. "L'obiettivo è porre fine a questo conflitto in un modo che sia equo, duraturo, sostenibile e accettabile per tutte le parti coinvolte", ha affermato, sottolineando l'importanza di un coinvolgimento attivo anche dell'Unione Europea nei negoziati.


Il tempo stringe e la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi. Con colloqui previsti a Londra la prossima settimana, la pressione su tutte le parti per trovare una soluzione aumenta. La possibilità che gli Stati Uniti si ritirino dai negoziati potrebbe avere conseguenze significative per il futuro del conflitto e per l'equilibrio geopolitico globale.

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