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Riforme istituzionali in Aula a luglio: separazione delle carriere e premierato al centro del dibattito parlamentare

Nel mese di luglio 2025, il Parlamento italiano si prepara ad affrontare due riforme costituzionali di grande rilievo: la separazione delle carriere dei magistrati e l'introduzione del premierato. Entrambe le proposte, promosse dal governo guidato da Giorgia Meloni, mirano a modificare in modo significativo l'assetto istituzionale del Paese.


Separazione delle carriere: verso un nuovo assetto della magistratura

La riforma della separazione delle carriere prevede la distinzione tra magistratura giudicante e requirente, con l'istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura (CSM) e di un'Alta Corte disciplinare. Il disegno di legge costituzionale è stato approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati il 16 gennaio 2025 con 174 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti. 


Il testo è attualmente all'esame del Senato, dove è previsto l'inizio della discussione in Aula l'11 giugno 2025. Tuttavia, l'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha espresso forti critiche, definendo l'accelerazione dell'iter legislativo una "forzatura" che comprime il dibattito parlamentare. 


Premierato: rafforzare la stabilità del governo

Parallelamente, il Parlamento esamina la proposta di riforma costituzionale per l'introduzione del premierato, che prevede l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri, l'attribuzione di un premio di maggioranza alle liste collegate al premier eletto e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica. 


Il disegno di legge è stato approvato in prima lettura dal Senato il 18 giugno 2024 con 109 voti favorevoli, 77 contrari e 1 astenuto.  L'iter prosegue ora alla Camera dei Deputati, dove è attesa la discussione in Aula nel mese di luglio 2025.


Il dibattito politico e le prospettive future

Le due riforme hanno suscitato un acceso dibattito politico. Il governo sostiene che le modifiche proposte siano necessarie per garantire una maggiore efficienza e stabilità delle istituzioni. L'opposizione, invece, esprime preoccupazione per il rischio di un eccessivo accentramento del potere esecutivo e per la possibile compromissione dell'indipendenza della magistratura.


Se le riforme non otterranno la maggioranza qualificata dei due terzi in entrambe le Camere, sarà necessario indire un referendum confermativo, dando la parola ai cittadini italiani per decidere sul futuro assetto istituzionale del Paese.

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