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Regno Unito, il PIL cresce oltre le attese a febbraio: segnali di ripresa dopo la recessione tecnica

Nel mese di febbraio 2025 l’economia del Regno Unito ha segnato una crescita dello 0,1% su base mensile, superando le previsioni degli analisti e offrendo un primo segnale concreto di uscita dalla recessione tecnica registrata alla fine del 2024. I dati diffusi dall’Office for National Statistics (ONS) mostrano una ripresa graduale ma costante, confermata anche dalla revisione al rialzo del dato di gennaio, che da +0,2% passa a +0,3%.Nel complesso, il Regno Unito ha visto un’espansione dello 0,4% nel primo bimestre dell’anno, invertendo la tendenza negativa della seconda metà del 2024, quando due trimestri consecutivi di contrazione avevano certificato l’ingresso in recessione.


Servizi e manifattura guidano la ripartenza

Il settore dei servizi, che rappresenta circa l’80% del PIL britannico, ha avuto un ruolo centrale nella crescita di febbraio, segnando un incremento dello 0,1%.All’interno dei servizi, le migliori performance si sono registrate nel comparto dell’informazione e comunicazione (+0,6%) e nei servizi professionali e scientifici (+0,4%).Questi risultati riflettono un rafforzamento della domanda di consulenza tecnologica e di attività legate alla digitalizzazione dei processi aziendali.


La produzione industriale ha contribuito positivamente con un aumento dello 0,2%, mentre la manifattura è cresciuta dello 0,5%, beneficiando di un miglioramento delle condizioni di approvvigionamento e di una ripresa della domanda estera, soprattutto dal mercato europeo.Anche il settore delle costruzioni ha mostrato segnali di tenuta, crescendo dello 0,9% su base mensile, grazie a un’accelerazione nei progetti infrastrutturali pubblici e residenziali.


Una ripresa fragile ma incoraggiante

Nonostante la crescita registrata, il livello dell’attività economica nel Regno Unito resta ancora sotto i picchi pre-crisi.Nel confronto con lo stesso mese del 2024, il PIL di febbraio 2025 risulta in calo dello 0,2%, segnalando che il recupero in atto è ancora parziale e soggetto a incertezze. Tuttavia, il trend positivo degli ultimi mesi sta rafforzando la fiducia di imprese e famiglie.Secondo l’indice GfK sulla fiducia dei consumatori, a marzo è stato registrato un aumento di 4 punti, il maggiore da oltre un anno, a conferma di un clima economico più disteso.


Un altro elemento incoraggiante è la dinamica del mercato del lavoro.

Il tasso di disoccupazione è stabile al 3,8%, con un lieve aumento del numero di occupati e un incremento delle offerte di lavoro nei settori tecnologici, sanitari e dell’ospitalità.I salari reali, pur ancora compressi dall’inflazione residua, mostrano i primi segni di ripresa, anche grazie al rallentamento della corsa dei prezzi al consumo, che a febbraio è scesa al 3,4% annuo, il livello più basso degli ultimi 18 mesi.


Le mosse della Banca d’Inghilterra e le attese dei mercati

L’andamento del PIL rafforza le ipotesi di un possibile allentamento della politica monetaria da parte della Bank of England nei prossimi mesi.Gli operatori finanziari iniziano a scontare un taglio dei tassi di interesse già nella riunione di giugno, con ulteriori riduzioni previste entro la fine dell’anno.Attualmente il tasso base è fissato al 5,25%, livello considerato restrittivo, introdotto per contrastare l’inflazione esplosiva del biennio 2022-2023.


Andrew Bailey, governatore della BoE, ha dichiarato che “la politica monetaria resta guidata dai dati” e ha riconosciuto che “la recente performance dell’economia offre segnali positivi, ma resta necessario osservare un miglioramento più ampio e sostenibile, in particolare sul fronte dell’inflazione core e del mercato del lavoro”.In questo contesto, i mercati obbligazionari hanno reagito con una lieve discesa dei rendimenti sui titoli di Stato a 10 anni, mentre la sterlina ha mantenuto una posizione stabile nei confronti dell’euro e del dollaro.


Le prospettive per il secondo trimestre

Con un primo trimestre avviato positivamente, gli analisti iniziano a rivedere al rialzo le stime di crescita per l’intero 2025.Goldman Sachs prevede ora un’espansione dell’economia britannica dell’1%, rispetto allo 0,6% ipotizzato a gennaio, mentre altri istituti come HSBC e Barclays collocano le previsioni tra lo 0,8% e lo 0,9%.


Molto dipenderà dall’evoluzione dei consumi privati, che rappresentano circa i due terzi del PIL, e dalla capacità del governo di accelerare sull’attuazione del piano di investimenti pubblici previsto per il triennio 2024-2026.Sul fronte politico, l’avvicinarsi delle elezioni generali previste per la fine del 2025 potrebbe introdurre nuovi elementi di volatilità, con l’opposizione laburista in vantaggio nei sondaggi, ma senza una chiara maggioranza assoluta.


La crescita di febbraio viene considerata un segnale importante, che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo ciclo espansivo per l’economia britannica, ma che resta esposto a numerosi rischi, tra cui l’evoluzione delle tensioni internazionali, l’alto livello del debito pubblico e l’adattamento post-Brexit ancora in corso per molte filiere industriali.

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