Regionali 2025: il centrodestra sigla l’accordo su Stefani in Veneto, Cirielli in Campania e Lobuono come “civico” in Puglia
- piscitellidaniel
- 8 ott
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Nella coalizione di centrodestra si è consumata una giornata cruciale: nel corso di un vertice convocato in vista della legge di bilancio è stato definito lo schema delle candidature che la coalizione schiererà nelle regioni dove si vota in novembre, ossia Veneto, Campania e Puglia. Gli schieramenti hanno trovato l’intesa su nomi simbolici — ciascuno con le proprie implicazioni strategiche — nella speranza di massimizzare le chance elettorali in territori oggi contendibili.
Secondo quanto emerso, in Veneto sarà Alberto Stefani, esponente leghista, a correre per la guida della Giunta regionale. La scelta del Carroccio mira a garantire una transizione “ordinata” dopo l’era Zaia, valorizzando un volto rinnovato ma con forte legame interno al partito. In Campania, il candidato designato della coalizione è Edmondo Cirielli, viceministro ed esponente di Fratelli d’Italia, scelto per sostituire il presidente uscente. Per la Puglia, infine, è stato individuato come candidato “civico” Luigi Lobuono, figura esterna ai partiti e percepita come in grado di aggregare intorno a sé un elettorato più trasversale.
L’accordo è frutto di delicate mediazioni. Da parte leghista, la rivendicazione del Veneto come “roccaforte” e come fulcro simbolico del progetto politico del partito ha imposto che il nome designato fosse espressione interna. Lo schema interno prevede che Zaia, pur cedendo la carica, rimanga protagonista nel sostegno alla campagna e mantenga un ruolo di peso nella geografia elettorale regionale. Al contempo la Lega ha accentuato che il Veneto fosse attribuito al suo partito, senza ambiguità su quote o accordi trasversali.
Fratelli d’Italia e gli altri partiti della coalizione hanno convinto per la Campania con un nome che unisse rappresentanza territoriale e riconoscibilità nazionale: Cirielli entra nella partita con un pedigree già politico, forte esperienza parlamentare e conoscenza del territorio campano. Il suo posizionamento punta a sfidare il candidato del centrosinistra — che sarà Roberto Fico — su un terreno dove il voto locale è spesso molto connesso all’azione amministrativa.
La candidatura di Lobuono in Puglia rispecchia invece una strategia differente: quella del profilo “civico” come elemento di rottura rispetto agli schieramenti tradizionali. La coalizione punta a capitalizzare il malessere verso i partiti e a conquistare elettori moderati, che potrebbero essere attratti da un volto percepito come non ideologico. In Puglia, dove il centrosinistra ha retto con margini consistenti in passato, questa opzione consente alla coalizione di giocarsi la partita con un mix tra struttura consolidata e nuova immagine.
L’operazione non è priva di rischi. In Veneto il pericolo maggiore è che la transizione dopo Zaia possa generare frammentazione interna o rivendicazioni locali; in Campania, Cirielli dovrà confrontarsi con la forte identità del centrosinistra regionale; in Puglia, Lobuono deve dimostrare di poter tradurre un consenso civico in struttura elettorale solida e coesa.
La definizione delle candidature è stata accompagnata da una nota informativa congiunta della coalizione, che sottolinea l’impegno unitario e la volontà di presentare “nomi vincenti”. Il centrodestra ha insistito sul fatto che l’intesa eviti pretesti per divisioni e che la competizione possa essere centrata su programmi e competenze più che su guerre interne.
Con questo schema, il centrodestra si presenta alle regionali 2025 con una quadratura relativamente definita, che però dovrà essere tradotta in campagne territoriali efficaci, coordinamento politico e capacità di presidio locale.

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