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Referendum 8-9 giugno 2025: guida completa ai cinque quesiti su lavoro e cittadinanza

L'8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi che toccano temi centrali del diritto del lavoro e della cittadinanza. Le consultazioni si svolgeranno in concomitanza con i ballottaggi delle elezioni amministrative, con i seggi aperti domenica dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì dalle 7:00 alle 15:00.


I cinque quesiti referendari

  1. Cittadinanza breve: proposto da +Europa e Radicali Italiani, mira ad abrogare la norma che richiede dieci anni di residenza per ottenere la cittadinanza italiana, riducendo il periodo necessario a cinque anni.

  2. Jobs Act: promosso dalla CGIL, intende abrogare le disposizioni del decreto legislativo 23/2015 che hanno modificato le tutele in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti.

  3. Indennità di licenziamento nelle piccole imprese: sempre su iniziativa della CGIL, propone di eliminare le norme che escludono le aziende con meno di 15 dipendenti dall'obbligo di reintegra del lavoratore licenziato senza giusta causa.

  4. Contratti a termine: questo quesito chiede l'abrogazione delle modifiche introdotte dal decreto Dignità del 2018, che hanno limitato la durata e il numero di rinnovi dei contratti a tempo determinato.

  5. Responsabilità solidale negli appalti: il referendum mira a ripristinare la responsabilità solidale del committente nei confronti dei lavoratori impiegati negli appalti, abrogando le norme che ne hanno limitato l'applicazione.


Modalità di voto

Gli elettori riceveranno cinque schede, una per ciascun quesito, con le opzioni "Sì" e "No". Per esprimere il proprio voto, è necessario tracciare una croce sulla risposta prescelta. È fondamentale presentarsi al seggio con un documento d'identità valido e la tessera elettorale. In caso di smarrimento o esaurimento degli spazi sulla tessera, è possibile richiederne una nuova presso l'ufficio elettorale del proprio comune.


Quorum e validità

Perché ciascun referendum sia valido, è necessario che si raggiunga il quorum, ovvero che voti almeno il 50% più uno degli aventi diritto. In caso contrario, il quesito sarà considerato nullo, indipendentemente dal risultato.


Voto per i fuori sede e residenti all'estero

Per la prima volta, gli elettori fuori sede per motivi di studio, lavoro o cure da almeno tre mesi hanno potuto richiedere di votare in un seggio diverso dal proprio comune di residenza, presentando domanda entro il 5 maggio 2025. I cittadini iscritti all'AIRE o residenti temporaneamente all'estero da almeno tre mesi hanno potuto votare per corrispondenza, inviando la richiesta entro il 7 maggio.


Posizioni politiche

Le forze politiche si sono espresse in modo variegato sui cinque quesiti:

  • Partito Democratico (PD): ha lasciato libertà di voto ai propri elettori.

  • Movimento 5 Stelle (M5S): ha espresso sostegno ai referendum, in particolare a quello sulla cittadinanza.

  • Fratelli d'Italia (FdI) e Lega: hanno invitato all'astensione, criticando l'utilizzo del referendum su temi complessi come il lavoro.

  • Forza Italia (FI): ha lasciato libertà di voto, con alcuni esponenti favorevoli e altri contrari.


Campagna referendaria e informazione

La campagna referendaria ha visto una partecipazione attiva di comitati promotori e organizzazioni sindacali, che hanno organizzato eventi e manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica. Tuttavia, sono emerse critiche riguardo alla scarsa copertura mediatica dei quesiti referendari. L'AGCOM ha richiamato le emittenti televisive e radiofoniche a garantire un'informazione corretta, imparziale e completa sui referendum.

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