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Predatori, dati e nuovi poteri

Nel confronto sull’“era dei predatori” il mercato appare sempre più esposto alla concentrazione di ricchezza, tecnologia e informazioni.


Nel panel dedicato a “L’era dei predatori”, Tawakkol Karman, Premio Nobel per la pace, ha aperto il confronto dialogando con Riccardo Barlaam de Il Sole 24 Ore. Alla tavola rotonda sono poi intervenuti Mario Capanna, Enzo Fortunato, Marco Magnani e Pietro Modiano. Il tema emerso è quello di un mondo nel quale il potere non si esercita più soltanto attraverso gli Stati, ma anche mediante il controllo di capitali, dati, piattaforme e strumenti digitali.


Karman ha portato nel dibattito la prospettiva dei diritti, della libertà e della democrazia, richiamando la necessità di non accettare come inevitabile un ordine globale fondato sulla forza. La sua presenza ha dato al panel una dimensione politica e civile: l’economia non può essere letta separatamente dal modo in cui i poteri incidono sulla libertà delle persone. Capanna ha collocato questa riflessione dentro una critica più ampia alle disuguaglianze, sottolineando il rischio che pochi soggetti concentrino una quota crescente della ricchezza mondiale e condizionino le scelte collettive.


Marco Magnani ha offerto una chiave economica, richiamando gli squilibri prodotti dagli eccessi della globalizzazione e dalla trasformazione tecnologica. Pietro Modiano, con la sua esperienza nel sistema bancario e finanziario, ha ricondotto il tema alla necessità di presidi istituzionali capaci di impedire che il mercato diventi terreno di dominio. Enzo Fortunato ha riportato l’attenzione sulle nuove generazioni, che subiscono gli effetti di un potere economico opaco senza disporre sempre degli strumenti per contrastarlo.


Il punto giuridico-economico è decisivo: quando il controllo dei dati personali e delle infrastrutture digitali si somma alla forza finanziaria, la concorrenza rischia di diventare formale. La tutela della privacy, l’antitrust e la regolazione dei mercati non sono più settori separati, ma strumenti necessari per impedire che il potere privato assuma funzioni quasi pubbliche senza responsabilità corrispondenti. L’incontro ha quindi mostrato che la vera sfida non è opporre mercato e regole, ma ricostruire regole capaci di rendere il mercato compatibile con democrazia, libertà economica e dignità delle persone.

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