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PNRR e Sanità: il ritardo nell'attuazione mette a rischio la riforma del Servizio Sanitario Nazionale

A metà 2025, l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in Italia ha raggiunto il 57% degli obiettivi previsti. Tuttavia, il settore sanitario, una delle sei missioni fondamentali del piano, mostra un significativo ritardo nell'utilizzo dei fondi assegnati. Dei 15,63 miliardi di euro destinati alla Missione 6 "Salute", solo una minima parte è stata effettivamente spesa, evidenziando una necessità urgente di accelerare l'implementazione per rispettare le scadenze europee e realizzare le riforme previste.


Stato attuale dell'attuazione

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, al 31 dicembre 2022, le spese sostenute ammontavano a circa 78,9 milioni di euro, a fronte di un budget totale di oltre 15,6 miliardi di euro. Questo rappresenta una percentuale di spesa estremamente bassa, considerando l'importanza strategica degli investimenti previsti per la modernizzazione e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il ritardo è attribuibile a diverse criticità, tra cui l'aumento dei costi dei materiali, la scarsità di risorse umane e le difficoltà nella gestione amministrativa e burocratica dei progetti.


Le principali criticità

Il rapporto del Ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, ha identificato specifiche aree di debolezza all'interno della Missione 6. In particolare, tre investimenti risultano critici:


  • Investimento 1.1: Case della comunità e presa in carico della persona.

  • Investimento 1.2: Verso un ospedale sicuro e sostenibile.

  • Investimento 1.3: Rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (ospedali di comunità).

Le problematiche principali riguardano l'aumento dei costi e/o la scarsità di materiali, nonché lo squilibrio tra offerta e domanda. Queste criticità compromettono la realizzazione tempestiva degli obiettivi e richiedono interventi correttivi urgenti per evitare il fallimento delle riforme previste.


Impatto sulla sanità territoriale

La riforma dell'assistenza sanitaria territoriale, delineata nel Decreto Ministeriale 77/2022, è uno degli elementi chiave della Missione 6. Essa prevede la creazione di una rete di servizi di prossimità, tra cui le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali, al fine di garantire un'assistenza più vicina ai cittadini e ridurre la pressione sugli ospedali. Tuttavia, il ritardo nell'attuazione di questi progetti rischia di compromettere l'efficacia della riforma e di perpetuare le disuguaglianze nell'accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne e meno servite del Paese.


Digitalizzazione e innovazione

Un altro aspetto fondamentale della Missione 6 è la digitalizzazione del SSN, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi sanitari. Gli investimenti previsti includono lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico, l'implementazione della telemedicina e l'ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche. Tuttavia, anche in questo ambito si registrano ritardi significativi, dovuti alla complessità dei progetti e alla mancanza di competenze digitali adeguate all'interno delle strutture sanitarie.


Formazione del personale sanitario

Il PNRR prevede anche il potenziamento della formazione del personale sanitario, con l'assegnazione di nuove borse di studio per i medici di medicina generale e la promozione di corsi di formazione manageriale. Questi interventi sono essenziali per garantire la sostenibilità del SSN e affrontare le sfide future, come l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche. Tuttavia, la realizzazione di questi obiettivi richiede un'accelerazione significativa delle attività programmate e una maggiore collaborazione tra le istituzioni coinvolte.

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