Pirelli & C. S.p.A. scommette sul futuro della mobilità con la sua tecnologia “Cyber Tyre”, i mercati ne riconoscono il potenziale come driver strategico
- piscitellidaniel
- 20 ott
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Il gruppo Pirelli, storica realtà italiana nel settore degli pneumatici, pone al centro della propria strategia il lancio e la diffusione della tecnologia Cyber Tyre, un sistema avanzato che trasforma il pneumatico da mero componente passivo a un elemento intelligente e connesso all’architettura elettronica del veicolo. Questa scelta viene interpretata dagli analisti e dal mercato non solo come un’innovazione tecnica, ma anche come una leva per il differenziamento competitivo e la creazione di nuovi modelli di business nell’ecosistema della mobilità avanzata. Il riconoscimento recente della tecnologia – premiata come “Vehicle-to-Everything Innovation of the Year” agli AutoTech Breakthrough Awards 2025 – conferma la rilevanza strategica dell’iniziativa per Pirelli.
In dettaglio, Cyber Tyre si basa su sensori integrati nel battistrada del pneumatico che monitorano parametri quali pressione, temperatura, carico e stato del battistrada. I dati raccolti vengono elaborati da algoritmi proprietari e inviati all’elettronica di bordo del veicolo, che può così ottimizzare in tempo reale sistemi come l’ABS, l’ESP, il controllo di trazione e la stabilità. In aggiunta, la piattaforma abilita la comunicazione Vehicle-to-Vehicle (V2V), Vehicle-to-Infrastructure (V2I) e, più ampia, Vehicle-to-Everything (V2X), aprendo scenari evoluti di smart infrastructure, manutenzione predittiva, mobilità urbana connessa e assistenza avanzata alla guida.L’adozione della tecnologia è già avviata su vetture di fascia alta e partnership con marchi premium, mentre la diffusione futura punta a piattaforme più ampie e a una scalabilità che possa generare effetti sistemici per l’industria degli pneumatici.
Dal punto di vista industriale, la scelta di Pirelli riflette una visione più ampia: la mobilità di domani sarà definita non solo dalle prestazioni meccaniche del veicolo, ma dalla capacità di integrare sistemi digitali, sensori, dati e connettività. In questo contesto, il pneumatico – tradizionalmente componente “passivo” – acquista un ruolo attivo e strategico. Pirelli, puntando su questa trasformazione, cerca non solo di rafforzare la propria leadership nei segmenti premium e prestazionali, dove già opera, ma di estendere la propria influenza nel mondo della mobilità connessa e della data driven mobility. Il mercato, dal canto suo, formula aspettative positive su questa strategia: se Cyber Tyre raggiungerà una sufficientemente ampia adozione, potrebbe generare nuove linee di ricavo, valorizzare il marchio, aumentare la marginalità e anticipare – anche in termini di dotazione tecnologica – i concorrenti.
Non mancano tuttavia sfide e variabili critiche. Innanzitutto, la diffusione di Cyber Tyre su larga scala richiede che le case automobilistiche e i produttori di veicoli integrino la tecnologia nelle nuove piattaforme, che le infrastrutture V2X siano sviluppate e che i regolatori e gli standard accettino e supportino il ruolo dei pneumatici intelligenti. Inoltre, la scalabilità industriale – produrre sensori integrati, gestire la telemetria, garantire affidabilità nel ciclo di vita dello pneumatico – comporta costi e complessità che vanno gestiti con attenzione. Per Pirelli è fondamentale che la tecnologia non resti un nicchia di lusso ma diventi mainstream, pena il rischio di non ottenere il ritorno sull’investimento previsto.
Sul piano della concorrenza, la mossa di Pirelli si innesta in un contesto in cui gli operatori dell’automotive e dei pneumatici stanno tutti convergendo verso la mobilità elettrica, autonoma, connessa e condivisa. In tale scenario, la differenziazione tecnologica assume un valore ancora maggiore: chi sarà in grado di offrire componenti “smart”, integrati, abilitanti per la guida autonoma o assistita, connettività e servizi legati ai dati, potrà giocare un ruolo favorevole nella catena del valore. Pirelli, con Cyber Tyre, prova a emergere come fornitore di “sistema pneumatico + sensore + dati”, anziché solo “gomma + battistrada”.
Un ulteriore elemento riguarda il posizionamento finanziario e di comunicazione nei mercati: il riconoscimento internazionale conferito alla tecnologia rafforza la percezione del brand e può avere impatti positivi sul titolo Pirelli in Borsa, sulla fiducia degli investitori e sulla capacità di attrarre investimenti o partner strategici. Contestualmente, la scelta di puntare su una tecnologia così all’avanguardia aiuta l’azienda a consolidare la propria identità come player pioniere nella mobilità del futuro, non solo nel presente del pneumatico premium tradizionale.
Infine, l’operazione assume anche una dimensione nazionale e strategica per il sistema industriale italiano: Pirelli, da azienda di riferimento globale, con questa mossa alza la posta in termini di connessione tra manifattura, ricerca, digitalizzazione e servizio. Il successo di Cyber Tyre potrebbe rappresentare un caso emblematico di come una realtà italiana trasformi un componente “tradizionale” in un asset digitabile, abilitante e futuro-oriented, rafforzando la filiera, i brevetti, le partnership tecnologiche e l’ecosistema della mobilità avanzata.
Tutto considerato, la strategia di Pirelli mostra un’evoluzione significativa: dalla gomma come soluzione meccanica al pneumatico come piattaforma intelligente, dalla semplice vendita di prodotti al leasing o servizio legato ai dati, dall’equipaggiamento OEM di nicchia all’adozione di massa nella mobilità connessa. Il percorso appare ambizioso, con potenzialità forti e rischi da gestire, ma guarda a ridefinire il ruolo del pneumatico nella mobilità del futuro.

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