Pene più severe per chi maltratta gli animali: il Senato approva il disegno di legge
- piscitellidaniel
- 29 mag
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Il 29 maggio 2025, il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge che inasprisce le pene per i reati contro gli animali. Il provvedimento, già approvato dalla Camera nel novembre precedente, non ha subito modifiche e diventa così legge dello Stato. Il testo si compone di 15 articoli e si inserisce nel solco della riforma dell'articolo 9 della Costituzione, che ha riconosciuto agli animali uno specifico valore giuridico, stabilendo l'obbligo per lo Stato di tutelarne il benessere.
Tra le principali novità introdotte dalla nuova legge vi è il cambiamento del titolo del Codice penale relativo a questi reati, che non sarà più "Dei delitti contro il sentimento dell'uomo per gli animali", ma "Dei delitti contro gli animali". Questo cambiamento sottolinea il riconoscimento degli animali come soggetti di diritto, anche se nel Codice civile continuano ad essere considerati "res", ovvero cose.
Le pene per i reati contro gli animali sono state inasprite. Per il maltrattamento di animali, la reclusione potrà arrivare fino a 2 anni, eliminando l'alternativa della sola sanzione pecuniaria. Per l'uccisione di animali, la pena sarà da 6 mesi a 4 anni di carcere, con una multa fino a 60.000 euro. Gli organizzatori di combattimenti tra animali rischiano da 2 a 4 anni di carcere, mentre i partecipanti possono essere multati fino a 30.000 euro. Le sanzioni per eventi, spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie sono raddoppiate, passando da 15.000 a 30.000 euro.
La legge estende anche la responsabilità amministrativa prevista dal d.lgs. 231/2001 alle imprese coinvolte in reati contro gli animali, con sanzioni pecuniarie fino a 500 quote e interdizioni fino a due anni. Rimangono esclusi da queste disposizioni i casi disciplinati da leggi speciali in materia di caccia, pesca, allevamento e spettacoli circensi.
Sono state introdotte nuove aggravanti per i reati commessi in presenza di minori, nei confronti di più animali o con diffusione attraverso strumenti informatici e telematici. Inoltre, il divieto di tenere il cane alla catena, finora previsto solo da alcune leggi regionali, è stato introdotto a livello nazionale, con sanzioni da 500 a 5.000 euro.
Le associazioni animaliste hanno accolto con favore l'approvazione della legge, considerandola un passo avanti nella tutela degli animali. Tuttavia, alcune hanno espresso il desiderio che le pene fossero ancora più severe. La deputata Michela Vittoria Brambilla, promotrice del disegno di legge, ha dichiarato: "Questo è il cambiamento che in molti attendevano. Alla percezione di sostanziale impunità, che accompagna chi commette crimini contro gli animali, corrisponde un sentimento di profonda indignazione in ampi settori dell'opinione pubblica, di tutti gli orientamenti politici e culturali, un sentimento che non era e non è possibile ignorare".
Con l'approvazione di questa legge, l'Italia compie un passo significativo nel riconoscimento dei diritti degli animali e nella lotta contro i maltrattamenti. Le nuove disposizioni mirano a dissuadere comportamenti violenti e irresponsabili, promuovendo una maggiore consapevolezza e rispetto per gli animali nella società.

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