Panetta (Bankitalia): "Dazi USA minacciano la crescita globale e colpiscono duramente Italia e Germania"
- piscitellidaniel
- 30 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ha lanciato un allarme sull'impatto dei dazi commerciali annunciati dall'amministrazione statunitense, sottolineando come tali misure potrebbero compromettere significativamente la crescita economica globale, con effetti particolarmente negativi per l'Italia e la Germania.
Effetti globali e regionali dei dazi
Panetta ha evidenziato che, secondo le stime della Banca d'Italia, l'introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, se accompagnata da misure di ritorsione, potrebbe ridurre la crescita del PIL globale di 1,5 punti percentuali. Per l'economia statunitense, l'impatto sarebbe ancora più severo, con una contrazione superiore ai 2 punti percentuali. Nell'area dell'euro, la crescita potrebbe diminuire di circa mezzo punto percentuale, con effetti più marcati per Germania e Italia, date le loro forti relazioni commerciali con gli Stati Uniti.
Impatto sull'Italia e sulle sue imprese
L'Italia, che vanta un surplus commerciale significativo con gli Stati Uniti, pari al 2% del PIL, è particolarmente vulnerabile a queste misure protezionistiche. Le piccole e medie imprese italiane, che costituiscono la spina dorsale dell'export verso gli USA, rischiano di subire "effetti significativi", mettendo a repentaglio la loro competitività e la stabilità economica del paese.
Rischi per la stabilità finanziaria
La Banca d'Italia ha inoltre segnalato un aumento dei rischi per la stabilità finanziaria a seguito dell'annuncio dei nuovi dazi. L'incertezza e le tensioni sui mercati finanziari internazionali hanno portato a un calo delle aspettative di crescita per l'economia mondiale. In Italia, sebbene le condizioni di liquidità rimangano buone, si osserva una diminuzione delle negoziazioni e una maggiore volatilità nei mercati dei titoli di Stato.
Prospettive per il PIL italiano
Nonostante l'espansione dei consumi interni, favorita dalla tenuta dell'occupazione e dall'incremento delle retribuzioni, il PIL italiano è previsto crescere in misura moderata. Tuttavia, l'andamento degli investimenti rimane debole, penalizzato dall'incertezza legata alle tensioni commerciali e dalle condizioni di finanziamento ancora restrittive. Le esportazioni, dopo una crescita nei primi mesi dell'anno, potrebbero risentire negativamente dell'incremento dei dazi, con effetti particolarmente pronunciati per le imprese italiane operanti nel mercato statunitense.

Commenti